Vimodrone (Milano), 13 marzo 2017 - Primarie secondo pronostico a Vimodrone. Quasi mille simpatizzanti del Pd consegnano la vittoria a Dario Veneroni, artigiano, 58 anni, ex primo cittadino, che torna in campo, pronto a combattere per lo scranno più alto di Palazzo. Dietro di lui, Aurora Impiombato Andreani, - distanziata solo di una ventina di voti in uno dei due seggi aperti ieri e più nettamente, di un centinaio di preferenze, nell'altro, - e Osvalda Zanaboni, entrambe pezzi da novanta della giunta Brescianini, la prima titolare dell'urbanistica, la seconda del bilancio, che nulla, però, hanno potuto contro la popolarità del vecchio sindaco. "Il rapporto diretto con i cittadini è stato determinante", commenta l’ormai candidato del centrosinistra, appena incoronato. «Una parte del partito non mi voleva, ma io preferisco essere l’uomo della gente. Ringrazio associazioni e sindacati che capito il mio progetto".

Parola-chiave, da qui in poi: partecipazione. Uscito dall’agone politico cinque anni fa, dopo le dimissioni anticipate a pochi mesi dalla fine del secondo mandato per problemi nell'approvazione del Piano di governo del territorio, Veneroni è sempre rimasto sulla cresta dell'onda. Fino a quando ha deciso di rimettersi in gioco, è stato alla testa del Comitato Amici di Santa Maria Nova, la chiesetta del Pilastrello, per restaurare la quale in otto mesi ha raccolto 30mila euro. Una passione per il fare, che l'aspirante primo cittadino si porta in dote da sempre. E che a quanto pare, ha fatto la differenza.

Intanto le forze del centrodestra preparano la contromossa: martedì alle 19, nell'ex biblioteca di via Cesare Battisti, sarà presentato il candidato di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia, che vogliono aprire la coalizione ad altre liste civiche attraverso un programma ancora in fase di stesura ma già definito nei suoi punti cardine. Quanto al nome del candidato, per ora basti sapere che "provenie dalla società civile".