Trezzo sull'Adda (Milano), 7 ottobre 2017 - Comune dimezzato, figure-chiave della macchina amministrativa divise con altre giunte, «servizi e qualità a rischio» secondo la minoranza. «Fra un po’ in municipio non troveremo più nessuno», teme Carlo Sironi (Tutti per Trezzo), che lancia l’allarme. Dal comandante della polizia locale a metà con Gessate - trascorre in città 14 delle 36 ore di servizio settimanale, per il resto è dai soci - al responsabile dell’Ufficio tecnico prestato ad Ates, la municipalizzata dei centri della zona, ma non nella sede cittadina, bensì in quella di Orio. E poi, ci sono l’architetto e il geometra che traslocano due giorni la settimana rispettivamente a Sesto San Giovanni e a Capriate San Gervasio.

«È il deserto» per il capogruppo, che lascia in fondo «il capitolo a parte». Cioè, lo strettissimo rapporto con Cologno. «Ormai siamo una loro succursale. Non condividiamo solo la centrale unica di committenza (Cuc) per gli appalti e l’acquisto di beni e servizi, ma ora anche tre figure di vertice: il segretario comunale (a Trezzo un giorno e mezzo la settimana), il responsabile finanziario e infine il dirigente amministrativo-vice segretario, entrambi a mezzo servizio». «Facile capirne le conseguenze di questa situazione - attacca il capogruppo -. Meno tempo per gli uffici comunali trezzesi in diversi settori, che si traduce in minor qualità e rapidità nel rispondere alle esigenze delle nostre famiglie. Meritiamo personale full time».

Un tema affrontato in aula in diverse occasioni, come quando, due anni fa, si decise di unire le forze con Gessate sul fronte sicurezza per ottimizzare le risorse in campo. «Abbiamo scelto un Comune simile al nostro», spiegò allora il sindaco Danilo Villa, ma la minoranza gli mise davanti gli «inevitabili problemi di logistica, vista la distanza fra i due centri, più di 11 chilometri, e la discontinuità territoriale». Un botta e risposta simile andò in scena anche per la Cuc con Cologno, dove «vince l’affinità politica. Entrambe le giunte sono a guida leghista», ricorda l’opposizione.