Milano, 8 febbraio 2016 - Alla fine l’ha spuntata l’outsider, Alessandro Braga. Sui tre sfidanti delle primarie del centrosinistra il voto dei militanti e degli iscritti ha premiato in modo schiacciante il 40enne giornalista di Radio Popolare, riconducibile all’area di Rifondazione comunista ma senza tessera, con il suo programma tutto incentrato su welfare, servizi sociali e cultura. Sarà lui, uomo impegnato nell’associazionismo, a ereditare la guida della coalizione rappresentata fin qui da Benigno Calvi, il sindaco che dopo due mandati si appresta a lasciare la fascia tricolore.

Lo spoglio, iniziato alle 20.30, ha da subito dato indicazioni chiare, confermate mano a mano che le operazioni procedevano. Con 297 voti su 580, pari al 51%, Braga ha ricevuto l’investitura ufficiale per correre come candidato del centrosinistra alla poltrona di primo cittadino. «Sono contento del risultato, ringrazio chi mi ha dato fiducia, ma da domani ricominciamo: so che la vera battaglia sarà quella delle elezioni», ha detto a caldo dopo l’esito della consultazione, mentre i suoi supporter lo abbracciavano. Non iscritto a partiti politici, ma legato all’eredità culturale della sinistra, il vincitore ha scompaginato i pronostici che prevedevano una affermazione del candidato più giovane, il 34enne Riccardo D’Agostino, il più moderato, liberale di estrazione, che si era presentato con il proposito di «portare il cambiamento, svecchiare l’Amministrazione», ma che del sindaco uscente era considerato il vero erede, come capogruppo della civica di maggioranza. Per lui 186 voti, pari al 32%. Cade anche la candidatura del veterano Paolo Acquati, 64 anni, già primo cittadino del paese diversi anni fa, capo di una lista di sinistra, che nella vita ha fatto l’insegnante. Il candidaot del Pd si è fermato al 18%, pari a 108 voti. Le operazioni al Circolo De André si sono chiuse senza problemi. Alle 16 i votanti, nonostante la pioggia a catinelle, erano già 360, dato in linea con quello delle precedenti primarie per la Regione. Anche la campagna elettorale si è svolta con tranquillità. Nessun colpo basso, anche se i modi di appartenere al centrosinistra dei candidati erano strutturalmente differenti. I tre contendenti avevano sottoscritto un’intesa per garantirsi reciprocamente il rispetto degli esiti del voto. Quindi Braga ora dovrebbe poter contare sull’appoggio degli ex avversari.

di BARBARA CALDEROLA