Milano, 8 gennaio 2016 - Entrano nel vivo le gare per riscrivere la geografia della distribuzione del gas in Lombardia, passando ai 177 bacini disegnati dal ministero dello Sviluppo economico. E le piccole municipalizzate, che partono svantaggiate in una riforma, la 164 del 2000, propensa alle aggregazioni, stanno studiando le contromisure per competere con i colossi nazionali. Il gruppo Cogeser, ad esempio, al momento serve otto Comuni dell’area della Martesana, in provincia di Milano, ma ha messo nero su bianco un piano per farsi trovare preparato quando, a fine estate, il bacino in cui ricade andrà a gara. La strada è in salita: infatti l’ambito territoriale minimo di riferimento (Atem), il Milano 4, comprende 41 Comuni. «Noi abbiamo circa il 20% – osserva l’amministratore unico, Giuseppe Chiarandà – e rilevare l’80% equivale a un investimento di circa 180-200 milioni di euro, che un’azienda da sola come la nostra non potrebbe sostenere». Cogeser ha già intavolato una trattativa con una grande azienda della distribuzione gas, con la quale concorrere all’aggiudicazione del servizio in Martesana. Bocche cucite sul nome del partner, «ma posso escludere A2a – osserva Chiarandà –, con cui non c’è stata una condivisione dei piani industriali».

Socis del gruppo sono le città di Pioltello (con il 28,8% delle quote), Melzo (24,8%), Inzago, Vignate, Gorgonzola, Truccazzano, Bellinzago e Liscate. Tuttavia, capofila dell’ambito Milano 4 è il Comune di Cassano d’Adda, servito proprio da A2a. Gli otto soci di Cogeser stringono i denti: l’obiettivo è non perdere il business della distribuzione e la partecipazione alla gara d’ambito rientra «nel nostro piano industriale dei prossimi tre anni», aggiunge il manager. In caso di sconfitta, però, Cogeser non uscirebbe dal mercato: «Rimarrebbe il business della vendita di gas – puntualizza Chiarandà –. Noi abbiamo 48mila clienti nel nostro ambito, che costituiscono una buona fonte di entrate. Però sono convinto che abbiamo ottime chance». Nel frattempo scatta la corsa per aggiudicarsi uno degli ambiti più redditizi, quello di Milano 1, che comprende il capoluogo lombardo e le vicine Baranzate, Bollate, Cinisello Balsamo, Corsico, Novate e Sesto San Giovanni. Il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 30 dicembre, qualche giorno prima delle previsioni del Mise. L’importo contrattuale è di un miliardo 369 milioni di euro, mentre il valore annuo del servizio ammonta a 116 milioni e 239mila euro. L’offerta scade il 13 giugno e le aziende sono già ai blocchi di partenza.

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