Vimodrone (Milano), 12 luglio 2017 - Ha cercato di oltrepassare il limite massimo, con una tesina ad hoc, e ha centrato l’obiettivo: Sofia Stucchi, nata e cresciuta a Vimodrone, si è diplomata all’istituto Besta di Milano – indirizzo Scienze Umane – conquistando il “100 e lode” e coltivando, parallelamente, anche la passione per lo sport e la palestra. 

Il limite è un ostacolo o una possibilità?

"Ho scelto di pormi proprio questa domanda nella mia tesina. Sono partita dal concetto di limite con cui dobbiamo misurarci, analizzando il limite fisico, la fatica, affrontando anche il lato non lecito, il doping, per poi approfondire il limite della conoscenza in filosofia, il nido di Pascoli, il limite di Joyce inteso come paralisi. La tesi è una: devi conoscere i limiti per conoscere te stesso".

E quali limiti ha dovuto superare Sofia in questa maturità?

"Fisicamente il caldo. Avevamo un ventilatore solo e in fondo al corridoio si soffriva. La parte che mi ha agitata di più è stata l’orale, ero molto emozionata. Il limite di Sofia? Sono troppo riflessiva e a volte continuando a riflettere troppo perdo l’occasione".

Niente doping in queste settimane, vero?

"No, no. Tutto naturale al 100%".

Il punto di forza?

«L’impegno. Mi impegno in ogni cosa che faccio».

Sin dalla prima superiore, lo storico è importante per prendere la lode. Quale è stata la media di quest’anno?

"Del 9,25. Devo dire che non ho studiato più degli altri anni. Forse perché se ti fai ‘il mazzo’ sin da subito sei allenata, acquisisci un metodo. Come nello sport, la mia passione: frequento da quest’anno la palestra di Cernusco, mia sorella è la mia personal trainer".

Come è stata la seconda prova di indirizzo?

«Per Scienze Umane la materia è diritto ed economia politica: è uscito un saggio sulla disoccupazione, ci stava e a me piace scrivere».

Quale strada per il futuro?

"Farò Scienze linguistiche e comunicazione internazionale in Cattolica. Mi piacciono le lingue, oltre all’inglese penso che il cinese possa dare una marcia in più. Mi piacerebbe diventare interprete o mediatore linguistico".

Una dedica per questa “vittoria”?

"Al mio prof Roberto Silandri di educazione fisica. Per questioni numeriche ho cambiato diverse classi e lui è stato l’unico a esserci tutti e cinque gli anni. Mi sono affezionata ed è venuto ad ascoltarmi anche all’orale".