Vimodrone (Milano), 4 dicembre 2017 - Recupero ambientale, più ciclabili e guerra ai palazzinari. Dopo l’ingresso di Cologno e l’ampliamento dei confini, il Parco delle cave sceglie una nuova guida: Dario Veneroni, sindaco di Vimodrone. Da qui in poi spetterà a lui il compito di entrare nella fase 2, che dovrà portare il polmone verde a divenire parte attiva nei processi di salvaguardia del territorio. Con azioni concrete di tutela contro la frenesia del mattone, che non ha mai smesso di incombere.

Fra gli imminenti programmi annunciati dal primo cittadino-presidente "il restyling della Cava Gaggiolo, su modello del Parco Increa di Brugherio". La vecchia area estrattiva di 33 ettari che confina con Cernusco e la Tangenziale Est oggi è uno degli ecosistemi più amati della zona. "Valorizzare il ruolo del Parco che ha impedito la conurbazione, cioè la cancellazione dei confini fra un paese e l’altro, è il compito che intendiamo perseguire con tenacia", aggiunge Veneroni. "Confermiamo la validità e l’attualità della scelta di vincolare aree importanti dei singoli comuni, per metterle al riparo dagli appetiti degli speculatori". Fra i soci, anche Carugate, Cernusco e Brugherio. Le strette di mano e i sorrisi nel giorno dell’investitura non cancellano del tutto le tensioni. La più importante è sul raddoppio del Carosello, che insisterebbe in parte sul polmone verde. Carugate e Cernusco sono favorevoli, gli altri no. Anzi, Cologno e Brugherio hanno formalizzato la loro visione con un passaggio in Consiglio, che li posiziona a fianco dei No ampliamento. Fatta eccezione per questo problemino, i Comuni marciano spediti nella stessa direzione, espressa per la prima volta sedici anni fa, con il protocollo di intesa che nel lontano 2001 fece nascere il Parco, ufficializzato poi dalla Provincia nel 2009 e allargato lo scorso luglio da Città metropolitana. Con gli 11,34 ettari messi sul piatto da Cologno, la superficie totale sfiora ormai gli 800.

Una riserva importante contro smog e polveri sottili che soffocano l’hinterland. "Ora, dobbiamo concentrarci su altri due aspetti essenziali: sviluppare la rete ciclopedonale e far conoscere di più ai cittadini questo nostro importante patrimonio ambientale", conclude il neo presidente. L’obiettivo è portarci più gente. Si parte da un dato confortante. Dallo smartphone e dal computer di casa, gli amanti dell’oasi sono un esercito di 265mila visitatori. Ora, bisogna convincerli a passare dal virtuale al reale.