Trezzo sull'adda (Milano), 28 dicembre 2017 - «Ti picchio, ti ammazzo, ti taglio la faccia». Minacciavano coetanei e adulti con il coltello per farsi consegnare gioielli e portafogli. Non esitavano neppure a malmenare le vittime. Rapine ed estorsioni con ragazzini protagonisti, ora finiti nei guai. I carabinieri di Vimercate hanno sgominato la baby-gang che da mesi imperversava nel Trezzese. In manette, per adesso, è finito un 17enne sinti residente in città, pregiudicato. La sua spalla, un 15enne, è riuscito a fuggire, ma pare abbia le ore contate.

I due hanno messo a segno vari colpi, da giugno a novembre. Il primo ai danni di un adolescente a Vaprio, costretto a consegnare la catenina d’oro. Il secondo a Trezzano, nel mirino un altro giovanissimo, in possesso di 45 euro estorti con gli stessi metodi, cioè con una lama puntata addosso. E ancora, un blitz a Grezzago, dove padre e figlio hanno sborsato 100 euro, per non finire male. Infine, i raid a Trezzo. Sotto pressione sempre ragazzini ai quali venivano chieste somme da 10 ai 250 euro, per telefono, o a suon di sberle. Gli investigatori parlano di «un disegno criminoso articolato», è certo che la coppia abbia spaventato a morte parecchie famiglie nelle ultime settimane. Ma è finita. L’arresto è frutto di una misura cautelare disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale dei minori di Milano. Il fascicolo sulla scrivania del magistrato è alto e pieno di riscontri a carico di entrambi gli autori. Resta da catturare il complice, ma ci sono buoni motivi per credere che la sua latitanza non durerà.

Questi episodi allungano la serie nera di cui si sono macchiati minorenni sul territorio, nel 2017. Sono una ventina gli under 18 finiti nelle maglie della giustizia per ricettazione, rissa, rapina, danneggiamento, minacce, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, spaccio, invasione di edifici, da gennaio a oggi. Un fenomeno che in passato ha già visto protagoniste delle vere e proprie bande. Come quella che terrorizzava i passeggeri dei bus Monza-Trezzo, il sabato sera. I bulli costringevano i conducenti persino a cambiare percorso per farsi riaccompagnare a casa. Un incubo, al quale hanno messo fine sempre gli uomini del capitano Antonio Stanizzi, dopo un’indagine che lasciava poco spazio all’interpretazione.