Rodano (Milano), 27 novembre 2015 - Rodolfo Corazzo, il gioielliere che martedì sera a Rodano nel milanese, ha ucciso un rapinatore albanese entrato nella sua casa insieme a due complici, ancora in fuga, è stato formalmente iscritto nel registro degli indagati della procura per eccesso colposo in legittima difesa. È un atto tecnico dovuto a sua garanzia.

Il provvedimento si è reso necessario affinché il gioielliere possa nominare suoi consulenti di fiducia per l'autopsia sul corpo dell'albanese, fissata per lunedì prossimo, o per gli esami genetici o balistici e altri accertamenti irrepetibili. Inoltre, come è stato riferito in Procura, l'inchiesta in cui il gioielliere di Rodano, ancora sotto choc, figura come indagato, è anche un atto a sua garanzia. I magistrati, convinti che si tratti di un caso di legittima difesa, ritengono necessaria un'indagine per fare luce sull'accaduto e il vagliodi un giudice sull'episodio. 

"Il mio assistito non è turbato dal fatto di essere indagato - ha spiegato il suo legale, l'avvocato Piero Porciani - ma per il fatto che ci siano dei delinquenti ancora in libertà". Intanto, proseguono le indagini per identificare i complici in fuga e per ricostruire gli spostamenti dell'albanese morto nella sparatoria nei giorni precedenti alla rapina. La villetta di Rodano è stata dissequestrata, ma per ora Corazzo preferisce non tornarci.