Milano, 8 settembre 2017 - E' finito ai domiciliari l'amministratore di una società di Melzo, in provincia di Milano, responsabile di aver distratto un intero ramo d'azienda ai danni di un'impresa torinese, fallita nel 2014, che operava nel settore della distribuzione di alimenti e bevande mediante apparecchi automatici. L'imprenditore che ha anche il divieto di esercitare per un anno attività imprenditoriale e ricoprire uffici direttivi, avrebbe operato distrazioni in danno dei creditori per oltre 500mila euro, e cagionato il dissesto per quasi 15 milioni di euro.

Le indagini, condotte dagli umoni del Nucleo di Polizia Tributaria di Torino e coordinata dai sostituti procuratori della Procura della Repubblica di Torino, Mario Bendoni ed Enzo Bucarelli, è scaturita in seguito a un precedente sequestro, che era stato disposto a novembre del 2016, di 169 distributori automatici di alimenti e bevande, di proprietà appunto dell'azienda fallita, che erano collocati presso strutture sanitarie, enti pubblici, istituti scolastici e società del nord d’Italia. In quell'occasione, erano stati raccolti elementi riguardanti la società affittuaria del ramo di azienda dell'impresa fallita, incaricata dell’attività di vendita di snack  e bibite attraverso distributori automatici, in relazione alla distrazione degli apparecchi di cui aveva la gestione, per un valore di 300mila euro.

Secondo l'ipotesi accusatoria, dopo il sequestro dei distributori, l'amministratore della società milanese, sostituendosi alla fallita nei rapporti con i clienti, avrebbe venduto a una impresa bergamasca compiacente numerosi macchinari automatici che non erano ancora stati sottoposti a vincolo cautelare. In relazione a tale condotta fraudolenta, che avrebbe avuto l'effetto di depauperare ulteriormente gli asset della società fallita, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torino, Alessandra Pfiffner, ha ordinato gli arresti domiciliari nei confronti dell'amministratore della società affittuaria del ramo di azienda. Contestualmente all'esecuzione delle misure cautelari, sono state sottoposte a sequestro preventivo le quote della società milanese, per un valore di 100 mila euro.