Segrate (Milano), 5 dicembre 2017 - L'italia intera sta facendo il tifo per i ragazzi di PizzAut, pizzaioli speciali che sognano un locale tutto loro. Sabato sera tutti incollati alla tv per Tú sì que vales, per godersi la finale e votare il coraggio di una squadra che sogna di aprire a Segrate la prima pizzeria d’Italia interamente gestita da giovani autistici. Per la prima volta, un progetto di inclusione sociale verrà trasmesso in prima serata in uno show dedicato all’intrattenimento. In palio ci sono i 100mila euro che servono al progetto per decollare. «Ce la metteremo tutta per arrivare al traguardo, anche se in realtà abbiamo già vinto: siamo riusciti a parlare di autismo in prima serata, portando i nostri ragazzi in tv», spiega Nico Acampora, anima del progetto.

PizzAut è un laboratorio di inclusione sociale che punta alla realizzazione di una pizzeria-ristorante gestita da ragazzi con autismo, affiancati da professionisti della ristorazione e della riabilitazione. L’idea è venuta a un gruppo di genitori milanesi e brianzoli - capeggiati da Nico Acampora, papà di un bambino autistico di 9 anni ed educatore professionale - con figli affetti da disturbo dello spettro autistico. «Non ci aspettavamo un successo tale - continua Acampora -: a settembre ci ha contattato un’autrice della trasmissione, dicendo che ci seguiva su Facebook e voleva portarci in tv. A settembre, abbiamo partecipato a una puntata ed è stato meraviglioso: abbiamo avuto i voti favorevoli di quattro giurati e il sostegno del 100% di pubblico. È stato emozionante vedere Gerry Scotti e Maria De Filippi che abbracciavano, emozionati, i nostri ragazzi. Abbiamo bisogno del sostegno di tutti, sabato sera votateci in diretta con un sms».

La Martesana si sta mobilitando per collezionare voti e sabato sera l’oratorio della parrocchia Santo Stefano trasmetterà la finale. Ma non solo. Nelle ultime ore, stanno arrivando da ogni angolo di Italia adesioni di bar e ristoranti che trasmetteranno la sfida finale nei loro locali. «PizzAut darà lavoro a 15 ragazzzi autistici - aggiunge Acampora - e per loro significa poter avere un futuro. Dopo la trasmissione, tantissimi genitori ci hanno chiamato per dirci che sono ritornati a sperare, c’è chi vuole aprire PizzAut in giro per l’Italia. Ci eravamo dati tre anni di tempo, ma in sei mesi il progetto è esploso e presto apriremo». Servono soldi, ben 120mila euro e, per ora, la raccolta fondi è ferma a 33mila. Cliccando sul sito www.pizzaut.it è possibile effettuare donazioni on line.