Segrate (Milano), 11 settembre 2017 - L'orgoglio segratese è volato alto, lunghi applausi e tanta commozione per la premiazione dei cittadini benemeriti. Sabato sono state consegnate le cinque Api d’Oro ad altrettanti segratesi che hanno dimostrato di prendersi cura delle persone con cuore e passione. Sono saliti sul palco dell’auditorium del Centro civico Verdi uno dopo l’altro, con commozione e felicità. Ape d’oro all’87enne Fioravante Pisani, sanfelicino di prima generazione, da sempre attivo nel sociale: prima come promotore delle attività culturali della biblioteca di zona, poi come presidente del Lions Club di Segrate e sostenitore dell’Università della Terza Età. "Ha dedicato gran parte della sua vita a un costante e prezioso impegno nel volontariato sociale, facendosi promotore di iniziative tuttora vanto e risorsa per Segrate e per essersi distinto come amministratore pubblico al servizio della comunità", ha detto il sindaco Paolo Micheli.

L’Ape più giovane è Jacopo Munegato, 29 anni, campione di nuoto ai Giochi regionali Special Olympics. "Esempio di costanza e determinazione – ha sottolineato il primo cittadino - che l’hanno portato a raggiungere importanti traguardi sportivi e di vita, dimostrando a tutti che non esistono limiti invalicabili". Il 58enne Luigi Naldini, ricercatore, 16 brevetti internazionali, ha fondato con il San Raffaele la startup “Genenta Sciences” per l’applicazione della terapia genica ai tumori e ha ricevuto numerose onorificenze, tra cui il premio Sapio. «Naldini ha portato la ricerca scientifica italiana a un livello di eccellenza internazionale con l’applicazione della terapia genica», ha sottolineato Micheli. Giancarla Dalla Mora, classe 1930, è amatissima dai suoi concittadini. Ha iniziato a lavorare in Comune nel 1975 come infermiera dedicata al servizio anziani, qualifica trasformata nel 1990, fino al pensionamento, in collaboratore domiciliare per l’assistenza alle persone inferme. Il riconoscimento alla memoria quest’anno è andato a Sara Crippa, 40enne scomparsa a giugno mentre si trovava in una missione di cooperazione internazionale in Nepal. "Con il suo lavoro, ha fatto crescere il nome e l’eccellenza di Segrate nel mondo della solidarietà e della cooperazione", ha detto Micheli ai familiari.