Pozzuolo Martesana (Milano), 8 luglio 2017 - Finite le autostrade, è ora che la cava di prestito diventi Oasi. Di fatto, lo è già. Mentre avanza e va a concludersi il piano di ripristino concordato a suo tempo con Tangenziale Est Esterna, sulla cava di prestito alle spalle della cava di Bisentrate, utilizzata per quasi due anni per estrarre materiale da trasformare in asfalto autostradale, del lago si sono appropriate avifauna e animali.  A dimostrazione che in questa zona, zona di fontanili e rotte migratorie, la natura riprende ciò che l’uomo ha tolto con una velocità strabiliante. Ora un bando per la gestione futura del sito, che sarà emanato dal Comune molto rapidamente. Un bando con paletti, perché l’ex cava futura oasi ambientale dovrà rimanere zona di pregio naturalistico. Fra i gestori in pectore il Wwf, ma qualcun altro potrebbe arrivare: "Faremo un bando regolare e trasparente - così il sindaco Angelo Caterina - consapevoli che l’area va tutelata e valorizzata per quella che è la sua specificità maggiore: quella naturalistica e ambientale".

Non possono che essere felici gli ambientalisti locali e non, che da qualche mese discorrono con il Comune sul futuro di questa non più cava. La società Teem, e questo è parere unanime, ha progettato e realizzato un piano di ripristino ambientale a fine cavazione molto ben fatto. Recupero spondale e piantumazioni a regola d’arte, idonee a un sito che si trova in aperta campagna e che è già inserito in un Plis (il Parco locale di interesse sovracomunale Alto Martesana). L'are era ricca sul fronte faunistico già prima degli scavi. La ricerca preliminare censì, solo per quanto riguarda l’avifauna, 73 specie appartenenti a 14 ordini diversi e a 34 famiglie. Rapaci diurni come sparviere, poiana, falco di palude, albanella minore, falco pecchiaiolo, lodolaio e gheppio, notturni come barbagianni, gufo comune, civetta e allocco, ben 37 specie di passeriformi e 3 specie di corvidi, cornacchia grigia, taccola e gazza. Dalla rinaturalizzazione in avanti il ripopolamento è avanzato a tamburo battente, ed ecco insediate specie stanziali e migratorie pregiate: moretta, moretta tabaccata, moriglione e mestolone, canapiglia e alzavola, marzaiola e svasso, cavaliere d’Italia, oca, cutrettola, saltimpalo e l’elenco potrebbe proseguire. Sulla bella area con lago anche qualche proposta “diversa” (una società propose un sito per lo sci nautico), ma l’obiettivo è unanime, e che Oasi dunque sia.

"Anche se come amministrazione comunale - precisa Caterina - vorremo da un gestore garanzie non solo di cura, ma anche di pulizia e vigilanza di un sito che è molto isolato. Vigilanza anche ambientale, a sventare qualsiasi scarico abusivo. Faremo un bando preciso e dettagliato in questo senso". Un’area del genere diverrà anche patrimonio didattico: fra le possibili attività future corsi di riconoscimento flora e fauna, laboratori didattici, realizzazione di sentieri sensoriali, sperimentazioni di reinserimento specie con l’ausilio di esperti.