Pozzuolo Martesana, 21 dicembre 2017- «Giù le mani dal vecchio pioppo», la crociata “arborea” blocca i lavori per il nuovo centro anziani di fianco al municipio. Le ruspe delle imprese incaricate avrebbero dovuto abbattere l’albero nei giorni scorsi: le radici profonde vanno, da progetto, a infilarsi proprio nelle fondamenta della nuova struttura. L’intervento di alcuni cittadini e degli ambientalisti ha bloccato il taglio appena prima di Natale. Tutto fermo, ora, sino alla fine delle feste, e in attesa di una possibilità d’accordo.

I lavori per il nuovo centro anziani sull’area della corte Bellaviti, proprio di fianco al Comune, sono partiti da poche settimane. Struttura da lungo tempo attesa, finanziata con compensazioni Teem. Alla festa del paese di settembre la posa della prima pietra, poi la burocrazia, e poi le imprese all’opera. Sino a quando alcuni cittadini che abitano in zona si sono resi conto che, nell’allestimento di cantiere, ci si preparava a sacrificare un alto pioppo che è lì da molti anni, ma che, come gli agronomi hanno certificato, sarebbe andato a incastrarsi con le radici nella fondamenta dell’edificio da costruire.

«Quando ci siamo accorti che stavano per tagliare l’albero - spiega Maria Grazia Romanò, una delle contestatrici - siamo subito corsi sul posto, e abbiamo chiesto uno stop. Ci hanno spiegato come stanno le cose, e il sindaco, a quanto sappiamo, sta dicendo in giro che bisogna scegliere fra l’albero e il centro anziani. Ma noi diciamo che forse è possibile avere l’uno e l’altro. Chiediamo di adoperarsi per una soluzione diversa, in modo che il nuovo centro, che certamente serve, possa inserirsi armonicamente nel passato del nostro paese e di questa cascina. Senza il sacrificio di un albero storico, che noi abbiamo sempre visto». I lavori per il centro anziani sono partiti a rilento, dopo un’infinità di carteggio con la Sovrintendenza ai beni ambientali. L’intoppo del pioppo era inatteso «anche perché - spiega il sindaco Caterina - solo in una fase successiva ai progetti ci si è resi conto che era impossibile mantenerlo».