Pioltello, 8 ottobre 2017 - Una lite tra ragazzini scoppiata all’oratorio si è trasformata in un’aggressione violentissima. Un 15enne è stato assalito da tre coetanei, è caduto a terra e uno di loro si è avventato su di lui con così tanta rabbia da sferrargli calci alla testa. Un pestaggio in piena regola. È quello che è accaduto giovedì pomeriggio in via del Santuario, a Seggiano.

Un banale diverbio, scoppiato sul campo da calcetto, ha infuocato gli animi dei tre aggressori, scatenando una reazione spropositata che ha creato il panico e ha fatto scattare l’allarme tra gli adulti presenti in oratorio in quel momento. Ma ormai era tardi. Il ragazzo era lì, per terra, che urlava e chiedeva aiuto. Aveva la bava alla bocca, il sangue che usciva dal naso e a un certo punto ha persino perso i sensi. E, mentre i presenti cercavano di soccorrere la vittima gli altri tre minorenni sono scappati. Uno di loro, il più violento, abita nel quartiere di piazza Garibaldi e pare fosse già stato allontanato dall’oratorio proprio perché troppo aggressivo. Il 15enne è stato trasportato in ambulanza all’ospedale di Cernusco, dove ieri era ancora sotto osservazione. 

«Nel quartiere non c’è una situazione distesa - racconta un pensionato che fa il volontario in via del Santuario - da quando poi l’oratorio ha rifatto il campo da calcetto, arrivano tanti ragazzi che prima non si sono mai visti. Molti di loro vivono in piazza Garibaldi». Le famiglie sono spaventate, venerdì hanno incontrato il parroco, don Andrea, e l’educatore di Pepita Onlus, l’associazione che collabora con l’oratorio. 

​«È successo tutto all’improvviso: - dicono in oratorio - non si tratta di bullismo, ma di una lite tra ragazzi sfuggita di mano. Stavano giocando, hanno litigato e si sono picchiati. Uno ha esagerato». I carabinieri hanno acquisito le immagini delle telecamere. Il caso è molto delicato, il fatto che tutti i ragazzi siano minorenni complica l’iter della giustizia. «Qui intorno - spiegano dall’oratorio - ci sono ragazzi difficili, il ruolo dell’oratorio è educare i giovani e cercare di recuperare il disagio: non possiamo chiudere la porta in faccia a nessuno. Altrimenti, la situazione peggiorerebbe». Martedì le famiglie incontreranno il sindaco Ivonne Cosciotti per capire cosa fare per evitare che si possano ripetere episodi così gravi.