Melzo (Milano), 6 dicembre 2017 - Atti vandalici e rischio sicurezza, telecamere sì ma in buona parte solo o quasi per bellezza: sui 46 impianti installati, in tempi o tecnologie diverse, sul territorio comunale, 32 sono malfunzionanti o obsoleti. In poche parole, inutili. Il check videsorveglianza è aggiornato, ed è stato divulgato in risposta a un’interrogazione autunnale del Movimento Cinque Stelle. La questione è in mano all’amministrazione, e il sindaco Antonio Fusè ora garantisce: «Dati aggiornati alla mano provvederemo a un totale efficientamento delle telecamere, con le migliori tecnologie. Per molte ragioni: in funzione antivandalismo, per la sicurezza dei cittadini e per stroncare il malvezzo dello scarico abusivo, problema che mi sta particolarmente a cuore. La situazione non è tecnicamente semplice, per questo i tempi non sono brevi. Ma la promessa ai cittadini è fatta». Era stato il consigliere grillino Stefano Palilla a presentare l’interrogazione al Consiglio: numero di telecamere, modelli, funzionalità, utilità dimostrata nell’identificazione dei responsabili di reati.

Era autunno, e si erano recentemente verificati fatti disdicevoli: vandalismi ripetuti in area stazione, dove la palma di struttura più spesso vandalizzata va alla ciclostazione, e, in precedenza, brutti incontri se non rapine nel sottopasso ferroviario. «Volevamo un quadro aggiornato. La risposta che abbiamo ricevuto, pure lunga e dettagliata – dice Palilla – conferma ciò che sospettavamo: ben 32 telecamere su 46 sono sostanzialmente inservibili. Gli impianti sono stati collocati in tempi diversi, fra il 2009 e il 2014. Si sarebbe forse potuto evitare di investire ingenti somme di denaro pubblico per impianti con una tecnologia non adatta alla sorveglianza e alla prevenzione degli atti criminosi, ma che hanno solamente illuso i cittadini di una sicurezza in realtà mai garantita».

Fra gli impianti obsoleti quelli in zona stazione, dove vandalismi e poca percezione di sicurezza sono un problema. E la relazione della Polizia Locale parla chiaro: «Esistono alcune registrazioni di atti criminosi compiuti in zona stazione ferroviaria. Ma trattandosi di telecamere analogiche, a bassa risoluzione e obsolete, spesso le immagini estratte non hanno permesso di identificare gli autori di atti criminosi o non sono state di alcuna utilità».

Per le 32 telecamere «d’antan» è già in corso un progetto che ne prevede la sostituzione con telecamere digitali Axis ad alta risoluzione. Meno urgente l’intervento sui 14 impianti più recenti: 9, installate nel 2016 in tutti i parchi cittadini; altre 5, di tipo ANPR – Automatic Number Plate Recognition, dedicate al riconoscimento delle targhe, posizionate nelle vie Lussemburgo e San Rocco, in viale Germania e Gavazzi e in via Volontari del Sangue.