Trezzo sull'Adda (Milano), 7 settembre 2017 - Corsa contro il tempo per vaccinare tutti i ragazzi dell’Adda-Martesana e del Sud Milano, in linea con le scadenze. Uno su 10 non è in regola, ma l’Asst guidata da Mario Alparone promette «che darà a tutti la possibilità di adempiere all’obbligo». Dopo la svolta politica e la decisione della Regione di rimettersi ai dettami del governo in materia, anche sul territorio è scattato il conto alla rovescia. Nella fascia 0-16 sono 99mila 792, il 5,7% non ha fatto l’esavalente, (che comprende difterite, tetano, pertosse acellulare, poliomielite, epatite B e haemophilus influenzae di tipo B).

Un un po’ meglio del dato lombardo fermo al 7. Sull’Mpr (anti-morbillo-parotite-rosolia) manca all’appello il 7,6% , (in Regione è l’8,7%). Il problema, però, adesso, sono i piccoli, 0-5 anni, dei nidi e delle materne che entro il 10 settembre devono essere protetti, pena l’esclusione dai servizi scolastici. E’ così che sul territorio restano da fare 2.888 iniezioni in pochi giorni - per l’esattezza 1.348 esavalenti e 1.540 Mpr. «Ce la faremo senz’altro», dice Alparone, che a gennnaio aveva potenziato le sessioni e che ora gira con i dati in borsa, aggiornandoli in tempo reale. Come tutti, ha dovuto attendere che si sciogliesse la riserva politica – la Lombardia ha scelto una strada diversa dal Veneto – l’assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera l’ha definita «di collaborazione istituzionale» - mentre i call-center, (regionale e aziendale) sono pronti a farsi carico dei ritardatari. «La flessibilità è ancora una volta la chiave vincente – insiste il direttore – e per un’organizzazione complessa come la nostra, non è uno scherzo». Eppure l’esercito dei piccoli che aspetta di farsi la puntura verrà misurato ora per ora e messo in fila dai Centri di prenotazione, mentre personale e poli vaccinali (12 nell’azienda, ma tre sono quelli scelti per fare gli straordinari) soddisferanno tutte le richieste. Una filiera che farà un importante test sul campo, con un obiettivo: «Dare una mano ai genitori, senza creargli ulteriori patemi d’animo», sottolinea Alparone. Un avvio d’anno scolastico complicato per le famiglie, che dopo mesi di dibattito e decisioni in tanti casi si sono ritrovate con l’acqua alla gola.