Liscate (Milano), 17 luglio 2017 - Progetto definitivo in approvazione in questi giorni, l’esecutivo in settembre: ed entro l’anno i lavori per la realizzazione della prima scuola media di Liscate. Il paese non ne ha mai avuta una, e da anni i ragazzini liscatesi studiano «da pendolari» alla Mascagni di Melzo. Realizzare la scuola è stata, da diversi anni a questa parte, una priorità dell’amministrazione comunale. Una scuola dei primati anche per un’altra ragione. La media liscatese sarà una delle prime scuole della regione a tagliare il traguardo dopo bando Inps e con procedura Bim sotto l’egida del Politecnico di Milano: procedura che ha comportato un iter particolare di progettazione, facilitante rispetto alla nuova normativa degli appalti pubblici.

Un iter non breve, iniziato vari anni fa, dopo inutili tentativi di ottenere finanziamenti per il progetto scolastico, e con un salvadanaio comunale vincolato in tale senso. «Ora - dice il sindaco Alberto Fulgione - possiamo dire che vediamo il traguardo avvicinarsi. Naturalmente non si tratterà di un traguardo immediato. Finito l’iter di approvazione dei progetti ci saranno gara e lavori, e i cantieri dureranno dai sei mesi a un anno. L’ipotesi di far suonare la campanella nel settembre 2019. Ma vediamo la fine e per Liscate sarà un grosso traguardo».

L'amministrazione lo ha sempre sostenuto: «Io sono stato un fautore dell’Unione dei Comuni, e credo nella gestione consortile e unificata della maggior parte dei servizi possibile. Nel caso di una scuola però il discorso cambia, penso sia importante averla in paese, per praticità e perchè una scuola sviluppa un senso di appartenenza da parte degli studenti». Ben 5 milioni e ottocentomila euro l’importo dell’appalto, per arrivare poi a una spesa di realizzazione di 4 milioni e 800 mila circa. La scuola media liscatese sarà un edificio pionieristico anche dal punto di vista delle scelte architettoniche, dei materiali e delle tipologie impiantistiche.

«Il progetto - spiega Fulgione - prevede l’ampio impiego di legno e materiali naturali, impiantistica a basso impatto, scelte strutturali fatte con i criteri della bioedilizia. Di tutto questo sta occupandosi il team del Politecnico che ha seguito tutto». Anche per la didattica scelte innovative: «Si pensa a una struttura dove svolgere didattica per ambienti, con sale dedicate per materia. Ma su questo ci stiamo ancora confrontando».