Gorgonzola (Milano), 17 marzo 2017 - Approda in commissione il piano cimiteriale, di qui al 2035 crollo del fabbisogno di sepolture: si va a dimezzare il Giardino della Memoria. Con ogni probabilità, sarà realizzato solo per metà. Solo nei prossimi mesi saranno assunte decisioni su come procedere. Ma una cosa è certa. Il piano cimiteriale realizzato dall’Ufficio tecnico comunale e illustrato in anteprima alla commissione territorio e lavori pubblici l’altra sera, fornisce numeri ben diversi da quelli del 2009, quando si progettò e si condusse agli appalti il nuovo maxi cimitero firmato dagli architetti francesi Poirier, oggi fermo (dopo l’avvio lavori, le traversie giudiziarie, il fallimento dell’impresa, un contenzioso e la presa in carico del sito da parte del Comune) a un decimo di realizzazione.

«La proiezione - così il presidente della commissione Gabriele Mandelli - è quella di un fabbisogno, di qui a vent’anni circa, di 400 nuovi colombari. Tanti i fattori: la crisi, il calo demografico, l’impennata delle cremazioni. 200 sono già fatti, gli altri si faranno, nel nuovo cimitero, dove comunque i lavori proseguiranno anche per realizzare strutture che la legge ora impone, e che sarebbe impossibile realizzare nel vecchio cimitero: sepolture per le stragi, spazio per lo spargimento ceneri, area per le inumazioni di persone di religione non cristiana. L’ipotesi è di arrivare, per fare riferimento alla forma del Giardino della memoria, a “mezza foglia”. L’altra, allo stato, resta vuota». Che fare dunque? «Siamo a una fase preliminare. Vedremo come e se procedere a una revisione del progetto. Mi viene da fare comunque una considerazione: rimane un’area vuota, ma tutelata, e non a rischio cemento».

In Commissione anche Ilaria Scaccabarozzi, di Insieme per Gorgonzola, storico alfiere, con la sua lista, della crociata contro il cimitero che definì faraonico e inutile. «I numeri sono quelli che ci si poteva aspettare. Non mi è chiaro come l’amministrazione intenda muoversi ora per formalizzare il cambio di rotta. Per ora mi limito a lodare l’ufficio tecnico per il lavoro che ha fatto». Il piano cimiteriale non fornisce solo numeri e previsioni, ma anche informazioni inedite e preziose sulla storia e il patrimonio artistico del vecchio camposanto: «Un documento appassionante e di grande valore. Il nostro non è un cimitero, ma un vero museo».