Gessate (Milano), 13 febbraio 2018 - «Stanchi di essere presi in giro: e pronti a calare in Regione». Non vogliono più promesse i cittadini del Comitato Civico Gessatese, in prima fila da anni sui pericoli della viabilità: «Sulle due nuove circonvallazioni impegni sinora non mantenuti. Ai politici ricordiamo che non siamo stupidi. E che fra poco si vota». Ai margini di un ultimo incontro del direttivo del Comitato una lettera aperta, pronta a partire per il Pirellone. Perché proprio la Regione, solo in autunno, aveva dato disponibilità ad accollarsi appalto e procedura tecnica per la realizzazione delle due circonvallazioni a nord, indispensabili a mettere in sicurezza la circolazione nell’abitato. Nulla, da allora, si è più saputo. Nel frattempo le strade gessatesi sono state funestate, in dicembre, da un nuovo incidente mortale.

«Promesse, promesse promesse - esordisce la nota -. Tutti hanno fatto promesse ai gessatesi: dall’assessore Sorte alla vicesindaca Censi, dalla Regione alla Città metropolitana da Forza Italia e Lega al Pd. Tutti hanno capito i problemi del nostro paese, tutti si sono fatti paladini della nostra causa, ma nessuno ha avuto la capacità e la volontà di mantenere i propri impegni».

L’impegno: "Era il 2015 quando l’assessore Alessandro Sorte comunicava la volontà della Regione di stanziare 10 milioni di Euro per la realizzazione delle tanto agognate tangenziali SP176 e SP216. Il semaforo verde allo stanziamento è arrivato nel giugno del 2016. Nel 2015 anche la Censi, per Città Metropolitana, ribadiva la volontà di esser della partita". Furono date delle tempistiche: progetto nel 2016, acquisizione aree e appalto nel 2017, fine lavori nel 2019, 2020 collaudi. Inutile dire che nulla si è invece mosso. L’iter è arenato a Città Metropolitana, la volontà di Regione di ‘rilevarlo’, ufficializzata in settembre, in nulla si è tradotta.

«Qualche giorno prima di Natale, sulle strade del nostro paese, è morta un’altra persona, investita da un camion; ora le autorità sono alla ricerca delle responsabilità. Ma la colpa è dell’immobilismo politico dei nostri amministratori che dovrebbero invece difendere la salute e il benessere dei propri concittadini, ed elettori. Noi continuiamo a dirlo ed a urlarlo: non è più ammissibile il transito di mezzi pesanti dentro le strade del paese, siamo arrivati a 5 morti: quanti ancora ne dovremo contare per sperare che chi di dovere si svegli ed agisca?».

Nessuna notizia nemmeno al sindaco Sancini. «Le elezioni regionali ormai vicine - dice Sergio Cerri, leader del Comitato - rischiano di congelare per l’ennesima volta la nostra vicenda. Ma la campagna elettorale, per quanto spiaccia dirlo, potrebbe essere il momento per portare a casa ciò che aspettiamo da tempo. Sappiano, i politici, che non intendiamo fermarci».