Inzago (Milano), 10 gennaio 2017 - Lavori di Natale e da questa settimana i traslochi. La cooperativa Punto d’Incontro raddoppia gli spazi, e la solidarietà invade il capannone che fu destinato alle slot machine. Trasferimento d’inizio anno nei nuovi locali acquisiti dalla corazzata della disabilità della zona Adda Martesana: oltre 2.000 metri quadrati nello stabile ex Bowling, affacciato sulla Padana superiore e confinante con il capannone che già da anni ospita servizi della cooperativa sociale. La Punto ha acquisito il nuovo stabile un anno e mezzo fa circa: il bowling non c’è più da anni, ed era da tempo naufragata anche l’ipotesi di realizzare al suo interno una maxi sala gioco. Progetto avviato, contestato dalle amministrazioni comunali, e poi definitivamente messo all’angolo dai guai giudiziari dell’imprenditore interessato. Ora inizia la nuova stagione, all’insegna del sociale.

Nei locali, ristrutturati, attrezzati e sistemati definitivamente nel corso della pausa natalizia, si sono già trasferiti 30 giovani utenti del centro diurno per disabili San Giuseppe. «Avevano già sede all’interno del capannone già esistente - spiega il direttore della Punto d’Incontro Vittorio Caglio - ma erano spazi un po’ sacrificati, perché lo stesso stabile ospita già tre centri diurni. Qui abbiamo realizzato una sede ampia e idonea, dove i ragazzi sono rientrati al termine delle vacanze». Ma si procede con altri progetti. Entro marzo i nuovi locali della Punto ospiteranno il primo centro diurno di zona per bambini e ragazzi autistici per una trentina di utenti. Un servizio da tempo annunciato e molto atteso, dove opereranno medici, psicologi e personale specializzato. Poi toccherà a due nuove comunità alloggio, per una ventina di posti ciascuna. Un’operazione colossale dunquew e dai grandi numeri, che implementa il potenziale della cooperativa, da tempo immemorabile punto di riferimento per centinaia di giovani disabili e per le loro famiglie. «Sia la nuova sede del cdd, che il futuro centro per malati di autismo, che le comunità alloggio - spiega ancora Caglio - rispondono a precise esigenze di molte persone e famiglie del territorio».