Cernusco Sul Naviglio (Milano), 15 giugno 2017 - Sei mesi dopo, si torna a parlare della tragedia della cava di Cernusco e la mente corre al ritrovamento del cadavere di una donna, vestita del solo pigiana, avvolto in sacco assicurato a dei pesi per non risalire a galla. Il corpo, si seppe qualche ora dopo, era quello di Gabriella Fabbiano, mamma separata di tre figli, 43enne dalla tormentata vita sentimentale, caduta vittima del suo ultimo amante. Era un pomeriggio freddo di dicembre, quando la macabra scoperta svelò i contorni della tragedia, l’esatto opposto di ieri, giorno in cui si è saputo che lui, Mario Marcone, l’uomo di 52 anni accusato dell’efferato assassinio, ha chiesto, tramite il suo difensore, di essere processato con rito abbreviato, condizionato a una perizia psichiatrica.

Formula che consentirebbe all’operatore ecologico, che deve rispondere di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e di soppressione di cadavere, di usufruire di uno sconto di un terzo della pena. L’avvocato Roberto Grittini ha inoltrato la richiesta al gip di Milano Anna Magelli, che deciderà non appena avrà fissato l’udienza preliminare. Il cadavere della Fabbiano fu trovato, avvolto in un cellophane, legato in più punti con del fil di ferro, in una cava piena d’acqua in un terreno privato di un’azienda lo scorso 5 dicembre. Dopo aver negato ogni addebito a microfoni e taccuini, Marcone - descritto come violento da parenti e colleghi - confessò agli inquirenti di avere commesso il delitto nella notte tra il 29 e il 30 novembre nel suo appartamento di Pioltello, in provincia di Milano.

Tra i due sarebbe scoppiata una lite per motivi di gelosia e per questo lui le avrebbe sparato con una pistola di piccolo calibro. Il corpo senza vita della donna è rimasto per quattro giorni nell’appartamento dell’ uomo. Poi lo ha avvolto in un telone di plastica e, con l’aiuto del sessantenne Fabrizio Antonazzo, lo ha buttato nel laghetto della cava di Cernusco. Per Marcone e per il suo complice, accusato di soppressione di cadavere, il pm Francesco Cajani aveva chiesto il rito immediato.