Cassina de' Pecchi, 5 luglio 2017 - Progetto accoglienza, faccia a faccia in un’aula consiliare gremita. Pareri a confronto e anche qualche momento teso, "ma l’obiettivo è raggiunto – così il sindaco Massimo Mandelli – quello di confrontarci su un tema irrinunciabile. Rispetto al quale, come amministrazione, abbiamo fatto una scelta convinta. Ma eravamo altrettanto decisi a condividerla con la popolazione". A un mese dalla firma del protocollo prefettizio che porterà a Cassina 17-18 migranti entro la fine dell’anno ecco il promesso consiglio comunale aperto alla cittadinanza. Che ha risposto: in aula consiliare almeno un centinaio di persone. Ospite d’onore don Virginio Colmegna, a presentare il suo progetto e la petizione, autore di un lungo e appassionato intervento. Poi le associazioni, i cittadini, i politici: fra gli altri l’ex sindaco e deputato Claudio D’Amico, della Lega Nord, che l’altra sera aveva convocato sempre a Cassina un convegno con i sindaci dissidenti: "Qui dentro tante parole e troppa ipocrisia". In aula anche il sindaco di Opera Ettore Fusco, uno dei sindaci alfieri del "no invasione". Il fine serata affidato all’assessore alla partita Laura Vecchi. Ad aprire la serata, dopo le introduzioni, don Virginio Colmegna. Il percorso obbligato dell’accoglienza, la necessità del sostegno delle istituzioni, le paure della gente. "Eppure questa situazione va guardata in faccia. Vogliamo un’accoglienza che sia frutto di un metodo, che non produca ghetti o lazzaretti". L’invito alla solidarietà, «che non è buonismo, ma pazienza, comprensione», e il monito "basta con gli stereotipi, non stiamo aiutando i migranti a discapito degli italiani". Poi testimonianze di associazioni e gruppi: Cristina Melideo della cooperativa La Speranza, l’attore Massimo Greco di Emisfero Destro Teatro, Giuseppe Barbisoni della cooperativa Nuovi Orizzonti: "Ogni volta che lavoro con i migranti che ospitiamo penso da padre: vorrei che un mio figlio lontano trovasse qualcuno che si occupa di lui".

Ma ecco il vento contro nelle voci di vari cittadini: "Ho sentito belle parole – così Ivana Paolucci – e ho sempre pensato di essere una persona buona. Ma non voglio che in città entri proprio nessuno". Per il leghista Claudio D’Amico posizioni radicali e ribadite: "Il 97% di coloro che accogliamo viene a cercare fortuna – ha tuonato – e se questo trend non si ferma noi siamo finiti. Le previsioni sul futuro sono drammatiche, non possiamo reggere questi numeri. E troppi comuni sono proni davanti a un governo inetto". Un momento di tensione all’intervento del pd Marco Gusti, faccia a faccia per qualche istante con un cittadino infuriato: "Ho un padre malato, sono senza lavoro, nessuno ci aiuta". Poi l’invito a "tornare umani" di Lia Scuderi, "chiamatemi mamma Africa: sono in realtà una meridionale arrivata molti anni fa a Milano. A 12 anni ho subito emarginazione e pregiudizi: inaudito che oggi li veda replicare su altri".