Cassina de' Pecchi (Milano), 13 luglio 2016 - Nokia, presidio prima dell’incontro decisivo al Ministero per lo Sviluppo, quattro ore più quattro. "Sulla cassa integrazione modalità ancora non di garanzia: per troppi lavoratori significa il rischio concreto di perdere il lavoro". Scioperi in contemporanea a Cassina e a Vimercate, dove sono 219, ricordiamolo, gli esuberi sul piatto nell’ambito della riorganizzazione post fusione Nokia Alcatel. A Cassina i dipendenti hanno presidiato gli ingressi degli uffici locali a Cassina Plaza: qui si rischiano cento posti e la soppressione della sede. "La cassa così come prospettata, senza rotazione, senza impegno formale alla ricollocazione e senza impegni per il futuro, non può rassicurare nessuno. Torniamo a Roma sperando di entrare nel merito .- così Pino Bergamaschi, Rsu - cosa che non è stato possibile fare nel corso dell’incontro della passata settimana". Ma lo sconcerto e il pessimismo imperano. Qui, solo due anni fa, si lottò contro altri 110 licenziamenti, comunicati via mail e poi diventati realtà. I nuovi esuberi sono stati una doccia gelata.