Cassano d'Adda (Milano), 11 febbraio 2018 - Le vetrofanie sono pronte, entro pochi giorni arriveranno le cassette per la raccolta: e il primo marzo al via la fase sperimentale di «Spesa sospesa». Ovvero la spesa nei negozi con contributo extra da trasformare in buoni spesa per famiglie in difficoltà. Per ora sono sei gli aderenti all’iniziativa, tutti negozi di alimentari ed affini. Ma la cordata potrebbe incrementarsi a breve. L’iniziativa è frutto di un impegno a più mani: Comune e Forum associazioni, Commercianti. L’idea è semplice. Una vetrofania a segnalare il negozio aderente. La spesa di ogni giorno, e un contributo volontario da raccogliere in una cassetta in negozio. Periodicamente, la raccolta del denaro. E la distribuzione di buoni spesa di pari valore a famiglie di bisognosi, già seguite dai Servizi sociali, ma non necessariamente.

«Uno degli obiettivi di questa iniziativa, cui teniamo molto – dice Arianna Moreschi, assessore alle Politiche sociali – è proprio quello di andare a intercettare, con il prezioso contributo degli esercenti, famiglie o persone che magari non sono al momento note ai Servizi. Ho detto, alla presentazione, che da questo momento anche i commercianti entrano nella nostra rete di ‘sentinelle territoriali’». Massima trasparenza. «L’assegnazione del denaro sarà preceduta dalle verifiche di rito su Isee e situazione oggettiva dei possibili assegnatari». Si parte. «La notizia dell’avvio di ‘Spesa sospesa’ è di questi giorni – dice il presidente dei Commercianti Giuseppe Legnani – e partiamo con un nucleo ristretto di esercenti dell’alimentare. Ma già stamane ho ricevuto telefonate di molti associati che vogliono partecipare, e che sono di tipologia merceologica assortita. Non esiste un ritorno sicuro per l’esercente, in quanto il buono viene normalmente speso solo per cibo: lo spirito è tutto diverso».

L'iniziativa rientra in un calderone di altre che prenderanno corpo a breve. Proprio in questi giorni sul sito del Comune un bando per il reperimento in comodato d’uso di un magazzino non usato, che Comune e Forum vorrebbero destinare a centro di raccolta delle eccedenze dei supermercati. «Molte famiglie ricevono i pacchi spesa – spiega ancora Moreschi – ma in questo modo, per esempio, potremmo organizzare una raccolta del fresco eccedente. È impressionante constatare quanti si siano privati di carne, pesce o frutta per via dei costi, e della necessità di far quadrare il bilancio familiare».