Carugate (Milano), 18 marzo 2017 - Sono 1.550 i carugatesi che vogliono il referendum sul raddoppio del Carosello. Ieri le firme sono state depositate in Comune dal Comitato promotore guidato da tre cittadini: Ugo Genchi, Claudio Sangalli e Lorena Ester Marinoni. Pronta anche una lettera per il governatore Roberto Maroni, al quale spetta l’ultima parola su superfici di questa dimensione. "Non ci ignori, presidente", scrivono i sostenitori della consultazione popolare, la prima nella storia della città, se dovesse riuscire a vedere la luce.

Comincia ora l’iter di valutazione del plico consegnato in municipio. La Commissione comunale composta dal segretario e da due consiglieri, uno di maggioranza e uno di opposizione, ha venti giorni di tempo per pronunciarsi, poi, eventualmente, bisognerà fissare il giorno del voto. "Potrebbe coincidere con i referendum promossi dai sindacati – spiega Genchi –. Una soluzione che permetterebbe di limare i costi". Dietro all’iniziativa c’è una filosofia precisa: "Partecipare e non delegare".

Dopo mesi di polemiche sul progetto di ampliamento che prevede 31mila metri di gallerie e negozi in più spalmati pure su Cernusco, la palla torna al centro. I Comuni hanno già approvato il nuovo atto di indirizzo che recepisce i ritocchi suggeriti da Milano, ai tempi del primo abboccamento, poi sfumato. "Poca roba – dicono i detrattori – di fatto si tratta della stessa operazione". A sostenere la consultazione popolare ci sono anche le forze di opposizione. Carugate in Movimento ha puntato sul ricorso alle urne fin dalle amministrative di un anno fa, Insieme per Carugate, guidato dalla leghista Roberta Ronchi, ne ha sposato le ragioni subito dopo.