Carugate (Milano), 30 novembre 2017 - Sui terreni espropriati 50 anni fa sono stati costruiti una scuola, una rotonda e un parco intitolato a Sandro Pertini. Opere di pubblica utilità. Ma il Comune di Carugate si è “dimenticato” di esserne entrato in possesso di imperio e ha inviato una cartella pazza ai vecchi titolari, invitandoli «a pagare l’Imu». Alda Combi, erede della dinastia del lattiero caseario che ha «subito la spoliazione» quando era una ragazzina, parla di «persecuzione». Davanti alla raccomandata in arrivo dal municipio si è messa a piangere. «Abbiamo perso due giorni per ricostruire tutti i passaggi. E poi dicono che hanno cancellato la burocrazia...». La signora ha scritto una lettera all’ufficio tributi diffidandolo «dall’iscrivere le somme al ruolo», cioè di renderle esigibili, «perché non dovute», onde evitare di entrare «nel circolo vizioso del paghi, poi chiederà il rimborso».

Il sindaco Luca Maggioni spiega: «Abbiamo sbagliato e me ne scuso. Ma non adesso, negli anni Sessanta. Tutto nasce dal catasto. Sono loro ad avere chiesto l’adeguamento, ma il passaggio non era stato registrato (da una ventina di amministrazioni che si sono succedute da allora, ndr)». Per Alda è «questione di principio». Non si poteva evitare tutto? «Sì, bastava una telefonata», dice oggi il primo cittadino. Sullo sfondo, «il rischio di strumentalizzazione», avvisa. La contribuente tartassata è la suocera del capogruppo della Lega, Roberta Ronchi, all’opposizione. «Ci siamo messi subito a disposizione per rimediare. Non c’era bisogno di fare tutto questo rumore», precisa il sindaco. Lei è sconcertata: «Non vorrei che essere parenti di un consigliere comunale diventasse motivo di discriminazione. O, qui, adesso, è vietato anche parlare?». Sinora c’è stato uno scambio di carte, ma per scrivere la parola fine a questa storia ce ne manca. «Bisogna sistemare la cartella senza ulteriore aggravi per la famiglia», suggerisce la pasionaria del Carroccio.