Trezzo, dal sogno casa all’incubo dei topi: ancora guai con l’autocostruzione

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Cantiere abbandonato, fatiscente e pericoloso. Così il Comune diffida l’Aler: "Si metta in sicurezza". Nel frattempo però il completamento dei 12 appartamenti, «dimenticati» da oltre quattro anni, rimane un miraggio

di Monica Autunno

Trezzo sull'Adda (Milano), 4 dicembre 2013 - Autocostruzione, cantiere abbandonato, fatiscente e pericoloso. Così il Comune diffida l’Aler: «Si metta in sicurezza». Nel frattempo però il completamento dei 12 appartamenti, «dimenticati» da oltre quattro anni, rimane un miraggio. «Anche di questo - chiosa il sindaco Danilo Villa - ringrazio di cuore i miei predecessori. Un progetto fallimentare, che avevano persino pensato di doppiare». È sotto gli occhi di tutti, e ormai da quattro, cinque anni tondi, la situazione del cantiere in autocostruzione in via Salvador Allende, frutto di un’operazione allora definita innovativa e di grande valore sociale e di un accordo polipartito fra Aler, Regione, promotrice dei progetti e cofinanziatrice, la cooperativa Alisei, poi fallita, e il Comune.

A latere, naturalmente dodici famiglie di autocostruttori, molti dei quali stranieri, selezionati da graduatoria, e allettati dalla prospettiva di «costruire» le mura di casa e, al termine di dieci anni di affitto a riscatto, diventarne proprietari a prezzo agevolato. Tutto bene per il primo anno e mezzo di lavoro, poi i guai: il fallimento della coop, il blocco cantiere, e il denaro mancante per il completamento. Avanzamento dei lavori fermo al 75% e di lì, sostanzialmente, non ci si è più mossi: mancano serramenti, impianti, completamenti murari, esterni.

Né è mai stato sciolto, al di là delle buone intenzioni, il nodo su chi e come dovesse finanziare la fine delle opere. Quel che si è mosso è il degrado: recinzioni divelte, una giungla di sterpaglie, rottami e detriti, topi, qualche incursione di balordi con tanto di conferimento di refurtiva, incluse un paio di auto senza targa, rimosse dalla Polizia Locale. Una situazione sinistra denunciata anche dai residenti, che protestarono sei anni fa per il taglio degli alberi nel parchetto destinato a far spazio al cantiere, e ora contemplano ogni giorno l’opera incompiuta.

«Sulla fine lavori non sono in grado di dare alcuna novità - così Villa - . Avevamo dato la disponibilità all’Aler per una soluzione di mediazione: anticipare i soldi, e poi rivalersi sui primi affitti. Ma niente viene preso in considerazione, e la situazione dell’Aler, ora, è quella che conosciamo bene. Però, almeno, quell’area va tenuta in ordine: così è una vera vergogna. L’ordinanza è di qualche giorno fa, dovremmo presto vedere gli opera». L’esperimento di autocostruzione a Trezzo fu presentato a suo tempo come un grande e innovativo traguardo. Ne partirono vari in provincia di Milano, e i più, a onore del vero, non sono mai arrivati al traguardo, per motivi simili. «La nostra consolazione - ancora il sindaco - è che siamo riusciti a cancellare dopo l’insediamento la previsione di un secondo lotto, che gli ex amministratori, avevano già progettato in un’altra zona del paese».

monica.autunno@ilgiorno.net

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