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Sigilli all'ex Dogana di Segrate Scoperta una discarica illegale

Indagato presidente della Lucchini Artoni

Sequestrato un sito di 30mila metri quadrati dove venivano smaltiti rifiuti non autorizzati. Fermati anche sette mezzi pesanti. Controlli nei comuni di Segrate e Milano

Le forze dell'ordine sequestrano una discarica illegale nell'ex Dogana di Segrate
Le forze dell'ordine sequestrano una discarica illegale nell'ex Dogana di Segrate

Segrate, 22 febbraio 2012 - Una discarica illegale nell'ex Dogana, indagato il presidente del cda della Lucchini Artoni. Guardia di Finanza e Polizia Provinciale di Milano hanno proceduto al sequestro, disposto dai sostituti procuratori Paola Pirotta e Grazia Pradella, di un esteso sito di smaltimento illecito di rifiuti non autorizzati a Segrate nell'area "ex dogana". Il fascicolo aperto dalla Procura vede indagato per trattamento illecito di rifiuti Vincenzo Bianchi, "in qualita' di presidente del cda della Lucchini Artoni srl". La società già coinvolta in vicende di trattamenti illeciti di rifiuti. Bianchi, già coinvolto nell'inchiesta Montecity, è ritenuto dai pm anche gestore di fatto della Trasporti Società Cooperativa. I fatti contestati sarebbero avvenuti fino al 26 ottobre scorso. Nei mesi scorsi, la prefettura aveva prima ritirato e poi restituito alla Lucchini Artoni, colosso nel settore dei rifiuti, il certificato anti-mafia.

 

LE AREE NEL MIRINO - Le attività investigative - spiegano i finanzieri - hanno permesso di accertare che una nota società, operante nel settore delle demolizioni, scavi e movimento terra, avrebbe trasportato, smaltito e gestito illecitamente grossi quantitativi di rifiuti speciali, fra cui fresato d'asfalto, spostandoli in modo definitivo da un sito di proprietà in via Tiepolo 16 a un'area di circa 30mila metri quadri destinata alla realizzazione di un centro commerciale, l'ex Dogana, o nei pressi dello svincolo Pandino-Dovera, "in un cantiere per l'ammodernamento della Ss 415  'Paullese'".

Inoltre, secondo l'accusa, fino al 26 ottobre scorso l'area di 15mila metri quadrati di via Tiepolo sarebbe stata
illecitamente adibita
a discarica di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, che sarebbero stati interrati e compattati nonostante fossero contaminati da oli minerali "anche con concentrazioni superiori a 1.000 mg/kg", modificando in modo permanente l'area a destinazione agricola su cui insiste l'attività della società. Infine, Bianchi non avrebbe rispettato un'ordinanza del sindaco di Segrate del settembre 2011, che imponeva al legale rappresentante della Lucchini Artoni "di provvedere alla esatta caratterizzazione della tipologia dei rifiuti presenti nell'area e di provvedere alla rimozione e avvio al recupero e/o smaltimento di tutti i rifiuti" in relazione al cumulo di fresato depositato in via Tiepolo 16.

 

SEGNALAZIONI DEI CITTADINI - L'indagine è nata in seguito ad alcuni esposti degli abitanti della zona che segnalavano "un incessante movimento di mezzi pesanti i quali partendo dalla sede di Segrate della Lucchini Artoni trasportavano ingenti carichi di materiale in un'area, sempre a Segrate, in via Redecesio, denominata 'ex dogana' apparentemente non autorizzata a ricevere rifiuti". Oltre all'area, sono stati sottoposti a sequestro preventivo sette automezzi pesanti , di proprietà o in uso alla società, che sarebbero stati utilizzati durante le operazioni di trasporto, carico e scarico dei rifiuti. Sono inoltre in corso perquisizioni e sequestri presso diverse società, nonché acquisizioni documentali nei Comuni di Segrate e Milano, ma non risulta indagato alcun rappresentante per ora. A Cassano D'Adda in un impianto di conferimento rifiuti sono stati sequestrati dei documenti.

 

"I COMUNI? INCOMPRESIBILMENTE TOLLERANTI" - Parlano di "totale disprezzo dei reiterati interventi dell'autorità giudiziaria" e di "un senso di impunità accresciuto nel corso degli anni" i pubblici ministeri Paola Pirotta e Grazia Pradella. I pm puntano il dito anche contro "i comportamenti incomprensibilmente 'tolleranti' da parte delle autorità amministrative incaricate delle autorizzazioni e dei controlli", per quanto non risulta che al momento nell'inchiesta figurino altri indagati oltre a Bianchi.

Sotto questo profilo, i pm scrivono che "ci si limita a evidenziare allo stato (...) non solo la molteplicità delle segnalazioni dei cittadini, ma anche la vicinanza della casa comunale all'area di via Tiepolo e all'area ex Dogana, tratto caratterizzato, con progressiva frequenza, dai continui trasporti (anche in orari notturni) di rifiuti". Infine, i magistrati sottolineano che "sussiste certamente il pericolo che la libera disponibilità dell'area ex Dogana possa aggravare e protrarre le conseguenze dei reati" contestati o "agevolare la commissione di altri reati, anche ai danni dei futuri acquirenti/residenti e/o ai danni dell'ambiente".

 

BOLOGNINI: "POLIZIA PROVINCIALE IN PRIMA LINEA" - "L'operazione di oggi a Segrate, svolta congiuntamente con la Guardia di Finanza, dimostra ancora una volta la grande attenzione della Polizia Provinciale nell'attività di contrasto ai reati ambientali, e in particolare per quanto riguarda lo smaltimento illecito di rifiuti non autorizzati. L'amministrazione provinciale è oggi più che mai impegnata con ogni sforzo nella lotta contro questi gravi illeciti". Così l'assessore alla Polizia Provinciale, Stefano Bolognini, commenta l'operazione."Voglio esprimere - aggiunge Bolognini - un grande plauso alla Polizia Provinciale, per la professionalità e le capacità d'indagine messe in campo".

 

di Redazione

 

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