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Tangentopoli entra al Park Hotel «Questo strazio non finisce mai»

Cassano, indagato il costruttore dell’albergo, accusato di aver pagato la «cricca» per ingrandire l’albergo. Maviglia infuriato.

Il Park Hotel di Cassano
Il Park Hotel di Cassano

di Mauro Cerri

Cassano d'Adda, 22 febbraio 2012 - La storia si ripete: un’incursione delle Fiamme Gialle in Comune, ormai consuetudine in riva all’Adda, un nuovo nome sul registro degli indagati e un altro filo che si dipana dal bandolo della tangentopoli cassanese. La novita, semmai, è un’altra. Le mazzette questa volta non ruoterebbero intorno a un progetto urbanistico rimasto sulla carta, come l’area ex Veca o il Linificio, ma un’opera portata a termine. Il maestoso Park Hotel sulla strada provinciale 104, albergo a 4 stelle aperto nel 2008 dopo la solita odissea.

Impicci, che alla luce dell’inchiesta della Procura di Milano, assumerebbero ben altra forma delle difficoltà burocratiche denunciate all’epoca dei fatti dai protagonisti della vicenda. Da una parte, Giovanni Battista Begnini, costruttore bergamasco ed ex presidente del Monza Calcio, ora indagato per corruzione; dall’altra l’arcinota «cricca» cassanese guidata dall’ex sindaco Pdl Edoardo Sala, rinchiuso in carcere lo scorso anno e poi rimesso in libertà per un giro milionario di tangenti attorno alla riqualificazione delle grandi aree dismesse.

Nei guai, a titolo diverso, finirono anche l’ex assessore ai Lavori Pubblici, Alessandro Casati, il padre Paolo (consigliere Udc), l’ex vicesindaco Ambrogio Conforti con l’assessore al Bilancio Marco Paoletti e alcuni professionisti tra cui l’architetto Michele Ugliola, ritenuto il trait d’union tra politici e costruttori. Begnini sarebbe stato uno di quelli ad oliare la macchina pur di vedere realizzati i suoi progetti. Nella fattispecie, non tanto la realizzazione del Park Hotel quanto amlpiamenti e migliorie. Gli inquirenti confermano che interlocutori e trame erano le stesse evidenziate in passato per Veca e Linificio.

Per il caso in questione, l’unico indagato ad oggi risulta il patron dell’albergo, già interrogato nei giorni scorsi dal pm Alfredo Robledo, ma gli accertamenti continueranno. Di Begnini, che si è limitato a dire di aver chiarito la sua posizione, tornano alla mente ben altre parole quando a giugno 2008 segnalò i ritardi legati a «questioni burocratiche e relative al piano commerciale che stiamo vedendo con il Comune». «Nessun problema serio, l’albergo aprirà quanto prima - replicava il primo cittadino Sala -. L’operatore sa che la pratica è seguita con attenzione dagli uffici. C’è stata semplicemente la necessità di mettere a punto meglio alcune questioni di ordine burocratico». Mettere a punto cosa? Vien da chiedersi ora.

Di quella pratica difficile ha memoria anche l’attuale sindaco di centrosinistra Roberto Maviglia. «Ricordo che esprimemmo qualche perplessità come minoranza quando ci fu prospettata in consiglio la necessità di aumentare le metrature dell’area commerciale di fianco al Park Hotel, dove già l’operatore dell’hotel stava realizzando la nuova viabilità. Ciò che so io è che il progetto arrivò in effetti al traguardo con un vizio, mi pare concernente le altezze, e che il proprietario pagò alla fine una sanatoria (364mila euro, ndr) al Comune. Se insieme alla sanatoria passarono altri sold non posso saperlo L’unico commento che posso fare - conclude - è che non è mai finita».
mauro.cerri@ilgiorno.net

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