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Massaggi a luci rosse Chiuso centro a Cassina

La proprietaria organizzava prestazioni "extra listino" nel retrobottega. Denunciata

Centro massaggi cinese
Centro massaggi cinese

Cassina De' pecchi, 18 febbraio 2012 - L'insegna azzurra in bella vista sulla centralissima via Roma recitava «Centro benessere», ma nel locale, gestito da cinesi e aperto con regolare licenza da qualche tempo a Cassina de’ Pecchi, il benessere veniva a quanto pare perseguito anche con trattamenti «extra listino», offerti ai clienti di sesso maschile su richiesta, eseguiti in locali secondari e lautamente pagati alla titolare, che sull’extra aveva costruito una remunerativa attività parallela.


Ecco dunque l’altro pomeriggio, al termine di una lunga indagine, di appostamenti e verifiche, la visita dei Carabinieri e della polizia locale, che hanno posto fine alle attività, ufficiali e ufficiose: per la titolare del locale, una cinese regolare di 38 anni, è scattata la denuncia a piede libero per sfruttamento della prostituzione. Il locale è chiuso su provvedimento amministrativo sino a nuovo ordine. Non è escluso che, con il prosieguo dell’istruttoria e vagliata bene l’intera situazione relativa alle licenze e alla proprietà della struttura, l’autorità giudiziaria possa disporre il sequestro e la serrata definitiva. Il cartello di chiusura dell’esercizio è ben visibile sulla vetrina centrale del Centro benessere«Edera», al civico 15 di via Roma.La beauty farm era aperta ormai da qualche tempo. E da qualche tempo le voci circolavano sull’attività praticata al suo interno

Massaggi curativi o rilassanti e trattamenti professionali nei locali oggetto di regolarissima licenza commerciale, ma anche trattamenti extra, massaggi di altra natura e prestazioni sessuali, che venivano concordati via via dalla titolare con la clientela (per la maggioranza maschile) ed eseguiti da due donne anch’esse cinesi al lavoro nel negozio, una di quarant’anni e una di trentaquattro, a loro volta regolari e nei confronti delle quali non è stato assunto alcun provvedimento di legge.


I dettagli dell’indagine, coordinata dai carabinieri di Cassano d’Adda con i colleghi della stazione di Cassina de’ Pecchi, sono naturalmente coperti da totare riserbo. Si sa solo che nelle scorse settimane, a seguito di segnalazioni, sono stati compiuti vari servizi di osservazione e una costante attività di raccolta informazioni, che hanno consentito di raccogliere elementi utili. Al termine dell’attività investigativa, nessun dubbio sulla veridicità delle segnalazioni, e dunque l’imput a procedere. L’altra mattina i militari e gli agenti di polizia locale si sono presentati al negozio, hanno controllato documenti e locali e notificato alla titolare, la cinese di cui non sono state rese note le generalità, la denuncia a piede libero, con l’accusa di sfruttamento della prostituzione. Dopodichè sono state abbassate le saracinesche. L’intera vicenda è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, che potrebbe decidere per il negozio, in gestione alla cinese denunciata ma di proprietà fisica di altre persone, la chiusura definitiva.
 

di Monica Autunno

monica.autunno@ilgiorno.net

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