Faccia a faccia fra l'ex sindaco di Cassano e colui che per gli inquirenti è "l'architetto mazzetta". Intanto spunta anche il nome di Davide Boni
Cassano d'Adda, 21 settembre 2011 - «Dì la verità, dì la verità. Mi stai rovinando la vita». Per la prima volta dopo mesi l’ex sindaco di Cassano Edoardo Sala (Pdl) si ritrova davanti Michele Ugliola, «l’architetto mazzetta» per gli inquirenti. E gli urla tutta la sua rabbia. Sala in carcere dal 25 maggio con le accuse di corruzione e concussione si è sempre professato innocente e continua a farlo, mentre Ugliola riconferma di avergli versato una stecca da 100mila euro in contanti per i grandi affari urbanistici della città.
È il primo faccia a faccia organizzato dai magistrati fra i due. Ugliola, già coinvolto nella prima tangentopoli per un giro di bustarelle a Bresso (ha patteggiato una pena inferiore a due anni), è considerato dai giudici il trait-d’union fra la politica locale e quella che conta. Ma c’è un altro nome «ponte» che spunta a cavallo di tutte le inchieste aperte nell’hinterland: quello di Davide Boni, ex assessore regionale, oggi presidente del consiglio lombardo. Sala ha spiegato agli investigatori come sia stato sempre Ugliola «ad avermi portato due o tre volte a parlare dall’assessore regionale all’Urbanistica Boni (Davide, leghista, ndr)». Lo stesso che ha concesso le autorizzazioni commerciali all’Idroscalo Center di Segrate, uno dei nuovi capitoli dell’inchiesta sulle presunte mazzette del sistema Sesto.
L’ex sindaco di Cassano aveva già definito l’architetto, «un soggetto molto vicino alla Lega». Il professionista ai domiciliari fino a pochi giorni fa si è pentito e ha riempito pagine e pagine con rivelazioni sui suoi rapporti con esponenti politici di peso. Proprio attraverso i verbali, si può forse intuire dove l’architetto sia andato a parare. «Lei aveva deciso di mandare via Ugliola da Cassano?», gli ha chiesto il suo avvocato. «Sì, sì - conferma Sala - doveva inserirci nel discorso Expo, ma vedevo che non si combinava niente». Secondo l’ex primo cittadino del Pdl, «alcuni consiglieri e assessori, principalmente Paoletti (Marco, ex assessore allo sport per la Lega oggi consigliere provinciale a Milano, sospeso dal Movimento a causa del suo coinvolgimento nell’inchiesta), mi dissero che essendo molto legato al discorso Lega (il riferimento è a Ugliola, ndr), era opportuno continuare ad avere questi rapporti».
di Barbara Calderola