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Maroni e le case
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Il ministro dell'Interno Roberto Maroni a Rodano per consegnare alle forze dell'ordine sei immobili confiscati alla 'ndrangheta

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Maroni con il sindaco di Rodano Michele Comaschi
Maroni con il sindaco di Rodano Michele Comaschi

Rodano, 19 gennaio 2011 - Due villette, un appartamento con box, un negozio e perfino un capannone ad uso industriale. Sono gli ultimi sei immobili strappati alla criminalità organizzata nel sud est Milanese, un simbolo alla lotta dello Stato contro il potere delle mafie.

Un patrimonio immobiliare di svariati milioni di euro è stato sequestrato un anno fa dalla forze dell’ordine ad un esponente della Ndrangheta locale. In seguito l’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafia ha assegnato gli immobili al Comune di Rodano. Ieri pomeriggio, il ministro degli Interni Roberto Maroni ha consegnato le chiavi degli stabili direttamente nelle mani del sindaco, Michele Comaschi. «È un segnale concreto dell’alleanza tra le istituzioni - ha detto Maroni -, fronte più importante nella lotta contro ogni tipo di mafia. Abbiamo potenziato l’azione di contrasto e attraverso l’Agenzia nazionale siamo riusciti a mettere ordine al patrimonio immobiliare confiscato, monitorando la situazione e snellendo l’iter della riassegnazione».

Rodano è la prima cittadina della Martesana a poter gestire in modo diverso gli immobili confiscati: anziché destinarli alle associazioni locali e ad accollarsi gli oneri di mantenimento degli stabili, potrà mettere a reddito case e capannoni con l’obiettivo di utilizzare le risorse per scopi sociali. «È un passo avanti rispetto ai vincoli di prima - sottolinea Maroni - con un utilizzo più flessibile dei beni i Comuni possono mettere a reddito gli immobili e utilizzare i proventi per finalità sociali. In un anno, in Lombardia abbiamo confiscato trenta immobili e presto apriremo in uno stabile strappato alla mafia nel centro di Milano, una sede dell’Agenzia nazionale come baluardo di controllo su eventuali infiltrazione criminose in vista di Expo 2015».

L’esempio di Rodano è un segnale positivo anche per il Pirellone. «La riconsegna degli immobili a Rodano è un chiaro segnale - dice l’assessore regionale alla sicurezza, Romano La Russa -: i beni tornano ai loro legittimi proprietari, i cittadini lombardi, che ne sono stati privati ingiustamente attraverso attività illecite e criminose che impoveriscono il territorio e minano la convivenza sociale». Ancora: «In Italia, stando ai dati ufficiali, sono oltre 11mila i beni confiscati alla criminalità organizzata, un migliaio dei quali in Lombardia.

La nostra regione quindi è prima tra quelle del nord per sequestri. Numeri confortanti che dimostrano, ancora una volta, quanto l’operato delle forze dell’ordine e di tutte le istituzioni coinvolte sia efficace ed encomiabile. È la battaglia dei fatti e della concretezza messa in atto dal Governo che sta ottenendo risultati davvero importanti». Il prossimo passo sarà un bando di concorso per l’assegnazione di questi sei immobili.

di Patrizia Tossi

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