Mantova, 11 settembre 2017 - Fortunatamente si parla "solo" di sport, ma quanto sta capitando in questo momento al glorioso Mantova trova la sua migliore definizione proprio parlando di "dramma". Una vicenda a dir poco delicata che sembra non avere mai fine e che ha toccato un punto ancora più fondo con la sconfitta patita in casa del Cjarlins Muzane in occasione della seconda giornata di serie D. La formazione friulana, alla sua prima, storica apparizione in D e rappresentante di un piccolo paesino di poche migliaia di abitanti, è stata in grado di battere la squadra più blasonata e ricca di storia, trasformando questo incontro in una pagina di storia che rimarrà indimenticabile. Ben diverso, ovviamente, lo stato d'animo in casa biancorossa, dove il triplice fischio dell'arbitro ha coinciso con l'inizio delle polemiche.

Il termine più frequente riferito alla prova della squadra di Renato Cioffi è stato inaccettabile ed è stato proprio questo il punto di partenza dei processi che si sono rivolti con veemenza sulla compagine virgiliana. Se in effetti la sconfitta nella giornata inaugurale (giunta pure di misura e dopo essere stati a lungo in vantaggio) con la Virtus Vecomp Verona, seria candidata alla promozione, ci poteva anche stare, un discorso ben diverso vale per la brutta giornata vissuta in Friuli, dove il Mantova si è arreso ad un avversario che alla vigilia pareva più che abbordabile. Un momento di crisi che viene attribuito ad una rosa troppo a lungo in evoluzione e ai frequenti cambi di modulo. Il risultato è che questo Mantova non ha ancora una sua identità e le polemiche che lo circondano non aiutano affatto Cioffi ed i suoi giocatori a trovare la strada giusta. Il problema è che il Campionato non aspetta e domenica nella gara interna con il Montebelluna i biancorossi sono già nella condizione di non poter più sbagliare.