Mantova, 26 ottobre 2017 - Si avvicina il momento della gara interna con la Liventina per un Mantova che è impegnato a risolvere quella che è ormai diventata la "questione-Martelli".

La squadra di Renato Cioffi, infatti, sta mettendo in mostra un volto deciso e autoritario in trasferta, ma si dimostra timida e impacciata davanti ai propri tifosi. Il tecnico biancorosso, oltre a cercare di trasmettere la necessaria serenità ai suoi giocatori, è alla ricerca delle possibili cause di queste altalenanti prestazioni: "I ragazzi sentono la pressione del nostro stadio. Già durante il riscaldamento sono tesi e non è facile capire la vera ragione di questo atteggiamento. Può essere una questione legata al terreno di gioco, che è più largo rispetto a quello del Laterale-Paccini dove ci alleniamo. Tra un paio di settimane ci potremo allenare sul Centrale-Micheli e questo potrà aiutarci a superare queste difficoltà. In ogni caso dobbiamo capire di dover fare il nostro gioco indipendentemente dalle dimensioni del campo, sia in lunghezza che in larghezza".

Un elemento che si sta rivelando fondamentale è quello mentale: "In questi giorni, più che questioni tattiche o tecniche, stiamo affrontando l'aspetto mentale. Dobbiamo rimanere calmi e concentrati, i ragazzi devono giocare in modo semplice, pensando solo a fare quello che sanno fare. Il pubblico non è non deve diventare un problema. I tifosi mantovani ci seguono con calore e con pazienza, devono diventare un sostegno importante in più per raggiungere quella vittoria che anche loro vogliono festeggiare". Alla gara di domenica con la Liventina, che precederà l'altro match interno del 1 novembre con l'Arzignano, il compito di dimostrare che il Mantova è ormai guarito dal "mal di casa".