Mantova, 4 novembre 2016 - Un sostegno concreto alla cultura che crea ricchezza e che attraverso Internet raggiunge tutti gli angoli del mondo. Il tour lombardo di Matteo Renzi, dopo Milano e Varese, è approdato a Mantova per celebrare i risultati raggiunti dalla città dei Gonzaga durante l’anno che la vede capitale italiana della cultura. L’inquilino di Palazzo Chigi ha anche assistito all’avvio ufficiale della collaborazione di Mantova con Google: la piattaforma culturale del colosso americano ospiterà una carrellata virtuale dei tesori artistici cittadini a cominciare da Palazzo Te e li metterà a disposizione di un pubblico potenzialmente enorme. A Palazzo della Ragione, il capo del Governo è stato accolto dal sindaco Mattia Palazzi e dall’élite mantovana, dalla presidente degli industriali europei Emma Marcegaglia all’ex campione di calcio Roberto Boninsegna.

Palazzi ha potuto elencare alcune delle cifre che, ha detto, stanno concretizzando il successo dell’anno da capitale culturale: in nove mesi, ha detto il primo cittadino, sono stati organizzati oltre mille eventi, realizzati anche grazie a un esercito di 1.500 volontari; le iniziative naturalistiche sono cresciute del 145%, Festivaletteratura dell’8%, Segni d’Infanzia del 25%. E sul piano più strettamente economico nel 2016 il pil cittadino è aumentato dell’1,1% con picchi molto maggiori nei settori della ristorazione e degli alberghi. E ora a coronare gli sforzi arriva Google. Giorgia Abeltino, direttrice del Cultural Institute della company leader dei servizi on line, ha spiegato che la piattaforma Art and Culture, alla quale aderiscono 1.200 grandi istituzioni culturali di tutto il mondo, ha scelto Mantova per una visita in digitale della città, a cominciare dalle sale più famose di Palazzo Te come quella dei Giganti esplorata in dettagli mai visti prima. «Non sarà emozionante come visitare dal vivo questa meravigliosa città - le parole del premier Renzi - ma servirà ad attrarre una platea molto più vasta di quella tradizionale, il digitale sarà propedeutico alla visita». Renzi ha parlato del futuro dei beni culturali come elemento evocativo di un intero Paese, l’Italia. «Non abbiamo città grandi dal punto di vista quantitativo - ha aggiunto - ma possiamo competere per qualità, per valorizzare le nostre comunità». Mantova lo sta facendo, ha proseguito il premier, e Palazzo Chigi darà una mano.

Renzi ha annunciato lo sblocco al Cipe dei 9 milioni di euro necessari per concludere il restauro del Palazzo del Podestà e ha dato il proprio placet al progetto mantovano di recupero delle periferie, che porta la firma dell’architetto Stefano Boeri e prevede investimenti per 20 milioni. A Milano prima e poi con un accenno anche a Mantova, Renzi ha speso parole su Casa Italia, il grande piano di risanamento edilizio che verrà esposto lunedì in Consiglio dei ministri ed è stato anticipato davanti a un centinaio di dottorandi del Politecnico milanese. Durerà 30 anni, due generazioni, ha detto Renzi, quindi è destinato a proseguire con Governi di diverso colore politico e a portare alla messa in sicurezza di gran parte dell’edilizia pubblica. «È impensabile - ha detto polemicamente a Milano, senza però calcare la mano a Mantova - che per la stabilità europea crollino le scuole».