Mantova, 27 novembre 2016 - E' Mantova a guidare la classifica annuale sulla 'Qualita' della vita', ponendo fine al 'monopolio' di Trento (ora seconda), al primo posto senza interruzioni dal 2011. Altro nuovo ingresso sui gradini piu' alti del podio e' Belluno, terza, in salita dall'ottava posizione. Scivolano, quindi, Pordenone (da terza a quarta) e Bolzano (da seconda a ottava). Fra le grandi novità, si nota Lecco entrare al decimo posto, quindi nella top 10 nazionale (era 12esima). Da segnalare, fra le grandi aree urbane, il 'crollo' di Roma, che perde 19 posizioni in classifica (da 69esima a 88esima). All'ultimo posto Crotone, sebbene, rispetto alle altre province meridionali, presenti elementi di discontinuita' se, infatti, il tenore di vita e' accettabile, a pesare sul giudizio complessivo sono affari e lavoro, ambiente, disagio sociale e personale, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero. La precede Siracusa (era al 104esimo posto). Non si è fatto attendere la nota su Twitter del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni.


LOMBARDIA - A deludere, secondo la graduatoria di ItaliaOggi e Universita' La Sapienza di Roma, sono anche le grandi aree urbane, che arretrano tutte, rispetto allo scorso anno, eccezion fatta per Torino (che sale di 6 posti). E se Milano (da 49 a 56) e Napoli (da 103 a 108, terz'ultima) perdono rispettivamente 7 e 5 posizioni, Roma ne perde 19 (31 in confronto al 2014), posizionandosi su livelli di qualita' di vita insufficienti. Fra le città lombarde nella classifica stilata dai ricercatori, sale al posto 19 Sondrio (era al 21); Lodi al 23 (era al 31); Cremona 24 (era 29); Bergamo 25 (in calo, era 15esima), al 28 Brescia (era al 19), al 31 Varese (sostanzialmente stabile, era al 30esimo posto), al 38 Monza (in calo, era al 24), al 44 Como (era al 25), al 69 Pavia (era al 42).

A conferma di questa tendenza, come rilevato anche lo scorso anno, nelle province con popolazione superiore al milione in genere la qualita' della vita peggiora. Mentre nelle province medio-piccole e' stabile o in miglioramento. A livello di macro-aree, Nordest e Centro reggono meglio il colpo della crisi, di contro soffre il Nordovest e in particolare il Sud e le Isole, dove si e' persa traccia di quel cluster di province individuato qualche anno fa, nel quale il livello era superiore a quello prevalente nelle altre province meridionali e insulari.