Mantova, 12 luglio 2017 - Si apre il caveau della Fondazione Ratti col suo prezioso contenuto di stoffe antiche, si svelano i segreti della tessilteca raccolta nella celebre tessitura comasca (400mila tagli di stoffa per i maggiori stilisti del ‘900), tornano alla luce i disegni originali del fondatore: sarà tutto materiale più unico che raro quello raccolto per allestire la mostra che Palazzo Te dedicherà all’industriale e appassionato d’arte Antonio Ratti. Un omaggio al connubio tra cultura d’impresa e cultura umanistica che verrà replicato anche al mantovano - milanese d’adozione -Arnoldo Mondadori e ad Adriano Olivetti.

Antonio Ratti è il primo «imprenditore e mecenate» (come recita il sottotitolo dell’esposizione, che si svolgerà dal primo ottobre al 7 gennaio 2018) al quale la reggia estiva dei Gonzaga offrirà i propri spazi. I contenuti dell’evento sono stati spiegati in una trasferta alla Fondazione Ratti di Como dal presidente di Palazzo Te Stefano Baia Curioni, dal sindaco di Mantova Mattia Palazzi, e dai curatori Lorenzo Benedetti, Maddalena Terragni e Annie Ratti, a capo della fondazione che porta il nome del padre. Sui tipici tavoli delle tessiture, sei metri per uno e mezzo, o alle pareti di Palazzo Te verranno esposti i tessuti rari o introvabili raccolti dall’imprenditore comasco in giro per il mondo: è solo una parte della sua sterminata collezione, approdata anche al Metropolitan Museum di New York. Comprende i reperti più antichi, come alcuni tessuti copti realizzati dal quinto secolo dopo cristo al nono-decimo, esempi di tessitura precolombiana, velluti e sete rinascimentali provenienti dalla Francia e dall’Inghilterra, cravates e nastri ottocenteschi.

Affiancati agli esempi del passato, i visitatori troveranno gli schizzi vergati di pugno da Antonio Ratti che – è stato detto – dalla storia traeva la propria capacità innovativa e alcuni pezzi della sua collezione d’arte contemporanea: installazioni, video, specchi, stole, all’insegna di un gusto proiettato nel futuro. Le firme, per citarne qualcuna, sono quelle di John Armleder, Julia Brown, Mario Garcia Torres , Liliana Moro. Dietro l’evento di Palazzo Te, lo sottolineano i promotori, c’è una realtà industriale fatta di qualità, come voleva il suo fondatore e come conferma l’attuale presidente Donatella Ratti. Ma anche di numeri: il Gruppo Ratti (entrato dal 2010 nella Marzotto) fattura 90 milioni di euro l’anno, occupa 700 dipendenti, nel modernissimo stabilimento di Guanzate, sviluppato in orizzontale e immerso nel verde, ricerca i metodi più moderni di compatibilità ambientale, E accanto alla migliore tecnologie ci sono stilisti e creativi da tutto il mondo che disegnano le stoffe ancora a mano.