Mantova, 11 ottobre 2016 - I giardini dei Gonzaga sono un pezzo determinante nel sito dei patrimoni dell’umanità Unesco di Mantova a Sabbioneta. In pochi casi rispettati e valorizzati, in molti di più deturpati o addirittura cancellati, gli spazi verdi dei signori di Mantova possono tornare a nuova vita. La strada per recuperarli passa attraverso lo studio della loro storia, ed è questo che proprio l’Unesco ha realizzato in una ricerca affidata ai maggiori esperti di storia dell’arte e di storia naturale. Accanto all’indagine, poi, affiorano anche i primi progetti per far tornare a risplendere un patrimonio culturale spesso trascurato.

Nell'onirico teatro Olimpico di Sabbioneta, o teatro all’Antica di Sabbioneta, sono stati resi noti i risultati del lavoro dell’Unesco e le prospettive per il futuro. Sono stati censiti un centinaio di giardini storici, per arrivare a dividere in tre grandi capitoli la storia rinascimentale dei giardini: ci sono quelli di Palazzo Ducale, la reggia dei Gonzaga; quelli di Palazzo Te e il giardino della Fontana di Sabbioneta. Quest’ultimo, voluto dal fondatore della città Vespasiano Gonzaga nel ’500, è stato cancellato 4 secoli fa ma la sua impronta è stata così forte da dare il nome all’edificio che lo ospitava, che si ancora chiama Palazzo Giardino.

«Vogliamo rimaterializzarlo quel luogo - spiega il sindaco di Sabbioneta Aldo Vincenzi -. Dalla Regione abbiamo avuto 200mila euro per l’operazione e il resto lo co-finanzierà il Comune». Il progetto dovrebbe partire l’anno prossimo. Palazzo Te, invece, avrà tempi più lunghi: il suo grande giardino corrispondeva con le due isole dove sorgeva e che proteggevano la città. Lo spazio verde venne preservato dai Gonzaga e poi via via fino agli austriaci che ne fecero un bellissimo luogo di passeggio. Recuperarlo costerà tempo e tanti soldi.

La ricerca su Palazzo Ducale non ha riguardato solo gli splendidi spazi anche pensili riservati al verde dai signori mantovani. Sia in altri bellissimi palazzi urbani che nei feudi periferici (Bozzolo, Gazzuolo, Pomponesco, San Martino, Castel Goffredo, Solferino, Luzzara e Guastalla) sono fioriti giardini di pregio, spesso scomparsi, che si potrebbero recuperare. Gli studiosi incaricati dall’Unesco, per Ducale, Te e Sabbioneta, indicano modelli d’eccellenza come i recuperi del Central Park a New York, o dei parchi di Madrid e di Hannover. Investimenti che si sono rivelati vantaggiosi per le città che li hanno fatti. Succederà così anche a Mantova?