Mantova, 22 dicembre 2017 - La Procura di Mantova ha chiesto ieri l'archiviazione dell'indagine aperta nei confronti del sindaco di Mantova Mattia Palazzi per tentata concussione continuata. Il primo cittadino della città dei Gonzaga era stato indagato per tentata concussione continuata nei confronti della vice presidente di un'associazione culturale, a cui - secondo le accuse - avrebbe chiesto favori sessuali per non intralciarne l'attività.

"Ho vissuto un incubo -  ha detto Palazzi -. Avevo dichiarato sin dall'inizio di essere estraneo a questa grave accusa. Ho vissuto un incubo, ma - ha osservato - ho sempre avuto fiducia nella magistratura e ringrazio la Procura per la velocità e la serietà delle indagini. Il ringraziamento più grande lo devo a voi, alla giunta e maggioranza, alla mia famiglia e amici di sempre, ai tantissimi che mi hanno fatto arrivare messaggi di affetto e incoraggiamento. Sono stati importanti per aiutarmi ad andare avanti nel lavoro di sindaco ed onorare la fiducia che i mantovani hanno riposto in me". 

Secondo quanto riferito la svolta, che ha portato la procura a chiedere l'archiviazione nei confronti del primo cittadino di Mantova, è arrivata ieri dopo l'interrogatorio della vice presidente dell'associazione, 39 anni. La donna durante l'interrogatorio ha ammesso di aver alterato i messaggi della chat erotica tra lei e il sindaco, che erano di carattere strettamente personale, aggiungendo parti di frasi riferite al ruolo istituzionale di sindaco e, quindi, di aver inviato quelle conversazioni a terze persone ignare delle manomissioni. Non era stata la donna a presentare un esposto ma un consigliere comunale di opposizione. La 39enne adesso è stata indagata per il reato di false informazioni al pm, rese nel suo primo interrogatorio. Palazzi resta, tuttavia, indagato per abuso d'ufficio per i contributi erogati dal Comune a varie associazioni.