Mantova, 26 novembre 2017 - In attesa di presentarsi martedì in Procura, per Mattia Palazzi, sindaco mantovano del Pd finito sotto inchiesta per concussione a sfondo sessuale (sesso in cambio di fondi del Comune) si consumano giorni di tensione lontano dalla sua città.

Gli interrogativi sull’inchiesta avviata dalla procuratrice capo Manuela Fasolato e dalla sostituta Donatella Pianezzi restano tutti aperti. Quasi tutte riguardano un punto: chi avrebbe presentato l’esposto che ha dato il via alla bufera giudiziaria? Palazzi è accusato di aver fatto delle avances alla vicepresidente di un’associazione culturale, minacciando di tagliarle i fondi pubblici ma lui ha subito negato qualsiasi rapporto non istituzionale con la donna e che l’Amministrazione le avesse destinato anche un solo euro. Più sorprendentemente lei stessa (e la sua presidente a rafforzarne le affermazioni) hanno decisamente escluso di aver presentato denuncia contro il sindaco. La presunta concussa è arrivata a dichiarare che sarebbe stata disposta, in caso di necessità, a testimoniare a suo favore per scagionarlo. Eppure dalla Procura sono partite le perquisizioni a casa e in ufficio di Palazzi, oltre che che nelle abitazioni delle due responsabili del sodalizio coinvolto nella vicenda. La vicepresidente e la presidente sono state anche interrogate in Procura come persone informate sui fatti, e subito dopo hanno rilasciato le dichiarazioni che scagionerebbero Palazzi. Chi allora ha innescato la miccia? Sul fronte delle ipotesi ha fatto una breve apparizione il consigliere di opposizione Giuliano Longfils di Forza Italia, che alla stampa locale si è trincerato dietro un «no comment».

I pm, intanto, hanno rotto il silenzio: la Procura ha circostanziato che i fatti si riferiscono al periodo fra novembre 2016 e novembre 2017. Si sa che gli inquirenti stanno scavando nel materiale sequestrato, in particolare nei messaggitra il sindaco e la sua presunta vittima: da essi emergerebbe un rapporto più amichevole che solo istituzionale. Palazzi ha chiesto di essere sentito al più presto dagli inquirenti. Martedì verrà accontentato la Procura ha annunciato che scoprirà le sue carte. Nel frattempo Palazzi ha ricevuto il sostegno di tutta la sua maggioranza e, tra gli avversari, solo la Lega Nord ne chiede subito la testa. Il primo cittadino sarebbe affranto, mediterebbe le dimissioni, ma al momento questo scenario sembra lontano.