Mantova, 9 gennaio 2018 -  Spietati con le vittime, ma anche con i complici. E furbi tanto da sfuggire per oltre vent’anni alla giustizia. Ma alla fine, grazie alla tenacia degli investigatori mantovani, sono stati inchiodati alle loro responsabilità gli autori di una rapina avvenuta a Suzzara il 19 dicembre del 1996. Il colpo costò la vita al gioielliere preso di mira e a uno dei banditi. Il bandolo della matassa è stato fornito da un pentito che, pur non avendo partecipato al colpo, era inserito nell’ambiente dei giostrai Sinti veneti. Lo stesso della banda autrice dell’assalto. I carabinieri, coordinati dal colonnello Fabio Federici, in due anni hanno raccolto le prove necessarie alla Procura per indagare cinque personaggi della malavita veneta.

Nei loro confronti il procuratore capo Manuela Fasolato e il sostituto Alberto Sergi hanno chiesto l’arresto per duplice omicidio volontario. L’accusa riguarda la rapina avvenuta nel ’96 ai danni della gioielleria Mora di Suzzara. Il colpo sfumò, il proprietario, Gabriele Mora, 42 anni, fu ucciso assieme a uno dei banditi, forse colpito dal fuoco dei complici. Il suo corpo venne trovato senza vita davanti all’ospedale di Thiene nel Vicentino. Una luce sull’episodio è stata accesa da un pentito della famiglia Dori di Vicenza che ha indicato i possibili autori. Il lavoro degli uomini dell’Arma ha fatto il resto.