Mantova, 30 ottobre 2017 - Mantova regina indiscussa dell'ambiente. La corona è stata conferita dal 24esimo rapporto Ecosistema urbano, lo studio di Legambiente e Ambiente Italia sulla salute dei capoluoghi di provincia italiani pubblicato in esclusiva oggi sul Sole 24 Ore. La città virgiliana precede l'accoppiata Trento-Bolzano, di poco davanti a Parma ed è l'unica a confermarsi sul podio (finì terza l'anno scorso) e torna a conquistare un simbolico 'oro' a 11 anni dall'ultimo primo posto, datato 2006. La più emiliana delle lombarde ottiene i voti migliori nella raccolta differenziata, dove finisce quarta; nella ciclabilità del territorio (terza posizione); nell'estensione delle strade pedonalizzate (ottava); nella quantità di alberi (quinta).

Sei località confermano una posizione tra le ultime dieci, cioè dal 95° al 104° posto: oltre a quattro siciliane (Palermo, Catania, Agrigento, Siracusa) ci sono una laziale (Frosinone) e una campana (Caserta). Niente calabresi, stavolta, e Vibo Valentia risale dall'ultima alla 91ª piazza. Al 96° posto compare la toscana Massa e al 102° c'è un'altra laziale, Viterbo. Il fondo è occupato, però, da Enna e Brindisi.

Un'occhiata va data anche al piazzamento dei 10 capoluoghi più popolosi, con le prime tre che fanno registrare avanzamenti considerevoli: Bologna sale 34 gradini e si ritrova 22esima, Milano ottiene addirittura un più 42 risalendo fino al 31esimo posto, e Firenze - che era 67esimo - è ora 51esimo. Tutte le altre sono nella metà peggiore della graduatoria, con la capitale Roma in 88esimo posizione e il Sud che fronteggia anche qui il solito deficit di risultati, pur potendo sorridere per realtà di dimensioni più modeste: Oristano si conferma tra le prime dieci e Cosenza è eccellente 13esimo.

ARIA E ACQUA - Tra gli indicatori presi in esame, quelli relativi alla qualità dell'aria mostrano un lieve miglioramento delle perfrmance relative alle emissioni inquinanti, nonostante l'emergenza smog degli ultimi giorni. Per quanto riguarda i consumi idrici, invece, raddoppia il numero di comuni che registrano consumi domestici superiori a 200 litri per abitante al giorno di acqua potabile (probabilmente riconducibili a utenze non soltanto domestiche ma contabilizzate come tali): Verona, Cosenza, Milano, Treviso, Pavia, Chieti, Monza, Sondrio. I consumi più bassi si registrano, invece, a Oristano (95,7 litri/abitante/giorno), Agrigento (107), Sassari e Perugia (115). Inoltre, il dato sulla dispersione dell'acqua potabile nei capoluoghi italiani conferma, in media, una situazione estremamente critica senza quasi segnali di discontinuità col passato. Nel 2016 sono ancora 17 i Comuni nei quali le perdite sono superiori al 50%, con punte di oltre il 60% a Frosinone, Vibo Valentia, Campobasso, Latina, Nuoro e Oristano.

RIFIUTI - Nonostante le città italiane registrino performance particolarmente positive sul fronte della raccolta differenziata, che si attesta sul valore medio del 47,42%, oltre due punti percentuali in più rispetto al 45,15% dell'anno precedente, cresce nel 2016 la produzione pro capite di rifiuti urbani nei comuni capoluogo (con una media di 536 kg che torna a crescere rispetto all'anno precedente, 530 kg).

TRASPORTO PUBBLICO - Gli indicatori del trasporto pubblico mantengono la suddivisione per categorie di città in base al numero di abitanti. In questo caso, infatti, i segnali di miglioramento (sia sul fronte dell'offerta che della domanda, cioè degli spostamenti tramite mezzi pubblici da parte della popolazione locale) si concentrano unicamente nei grandi centri urbani. Inoltre, la densità automobilistica continua a rappresentare senza alcun dubbio una delle maggiori criticità nelle città e distingue sfavorevolmente l'Italia nel panorama mondiale: rispetto ad alcune grandi capitali europee (Londra, Parigi e Berlino), il tasso medio di motorizzazione dei comuni capoluogo italiani nel 2016 si conferma a livelli praticamente doppi, pari a 62,4 auto ogni 100 abitanti e risulta stabile o in aumento in tutte le città ad eccezione di Reggio Emilia e Crotone.