Mantova, 9 ottobre 2016 - Non si sa se Albrecht Dürer sia mai stato a Mantova. Il maestro di Norimberga (1471-1528) sicuramente avrebbe voluto visitarla, e altrettanto sicuramente ha conosciuto l’arte e le opere di Andrea Mantegna nel primo dei suoi viaggi in Italia nel 1494 a Venezia. Ora il maestro tedesco dell’incisione arriva con le sue opere nella città dei Gonzaga e conquista una parte importante di Palazzo Ducale. La mostra su di lui si è aperta nella reggia rinascimentale e sarà uno dei principali motivi d’attrazione nei prossimi tre mesi, fino alla chiusura prevista per l’8 gennaio. «Siamo all’ombra della figura di Mantegna, proprio sotto la Camera degli Sposi - racconta Peter Assmann, il direttore austriaco del Ducale, che con Durer conta di chiudere con un successo di pubblico l’anno di Mantova Capitale della cultura -. Questa mostra non è un frutto di scelte casuali ma è costruita apposta per Mantova basandosi sui rapporti artistici strettissimi tra Dürer e Mantegna, con il primo che considerava suo maestro l’artista italiano».

L'altro elemento chiave, sottolineato dal responsabile del complesso museale dei Gonzaga, è l’importanza dell’immagine che Dürer coglie, anche se non è il primo, a 50 anni dall’invenzione della stampa. «Con le sue iniziali sulle incisioni Dürer ha creato un vero e proprio brand - spiega ancora Assmann - ed è tornato in Italia all’inizio del sedicesimo secolo per difendere il proprio diritto d’autore». Lo confermano le oltre 70 opere messe esposte a Mantova, in gran parte provenienti dall’Albertina di Vienna, assemblate dal curatore Johannes Ramharter storico dell’arte e a lungo curatore del Kunsthorisches Musem viennese. Tra di esse ci sono stampe universalmente conosciute come “Adamo ed Eva” e “Il cavaliere e la morte” . Ramharter fa un paragone tra l’illustrazione e Internet: le immagini entrano nel quotidiano di tutti, dai ricchi ai poveri. «E non a caso Dürer stampa l’Apocalisse, il primo libro illustrato della storia», spiega ancora il curatore della mostra. A corredo delle opere del maestro di Norimberga, ospitate al piano terra del Castello di San Giorgio in un’area che era da anni rimasta chiusa, sono state giustapposte opere classiche e una preziosa scultura di Leonardo da Vinci, alta non più di 30 centimetri, semplicemente splendida, proveniente da Budapest. La mostra è destinata ad animare l’autunno mantovano, un periodo di calo del turismo d’arte. Il costo della visita è incluso nel biglietto per Palazzo Ducale: con 12 euro prendi due (Mantegna e Dürer) e paghi uno.