Mantova, 7 settembre 2016 - Al via il Festivaletteratura di Mantova. Si tratta di un anno importante, perché l'evento è alla ventesima edizione e perché la città è Capitale della Cultura 2016. E così, ecco che si rinnovano giornate di incontri, spettacoli, proiezioni, workshop e feste intorno a tutto ciò che sono i libri. Una formula che ha fatto scuola e che, dopo due decenni, guarda ovviamente a quanto successo nel passato, ma con una tensione costante verso quello che ancora si potrà fare. Da domani, 8 settembre,  si torna a vivere l'esperienza di un evento che, con il passare degli anni, ha visto quasi decuplicare il proprio pubblico: dalle 15mila presenze del 1997 ai complessivi 125mila del 2015. Il tutto in un Paese come l'Italia dove i lettori sono sempre molto pochi e la cultura fatica ad affermare il proprio indispensabile valore.

L'edizione 2016 di Festivaletteratura torna a concentrarsi sulla scrittura, in particolare su quella radicata nella vita - e in questo senso è perfetta la presenza di una grandissima autrice come Edna O'Brien - e quella che affonda nel presente, sia esso fatto di confini che cadono o vengono oltrepassati dai migranti di ogni tipo oppure di una sempre più necessaria consapevolezza delle sfide ambientali del nostro mondo, la cui sostenibilità verrà discussa anche negli incontri mantovani. Gli ospiti, in questa XX edizione, sono tanti: da Daniel Pennac a Mathias Enard, da Alessandro Baricco - con le sue Mantova Lectures - a Valeria Parrella, da Jonathan Coe alla disegnatrice Yocci, da Francesco De Gregori a Chiara Valerio, solo per citare alcuni possibili (e tra loro molto diversi) percorsi di incontro. Fino alla gran chiusura con la già citata O'Brien. Nei cinque giorni del festival si parlerà anche di scienza, di videogame, ci saranno i consueti e ampi spazi dedicati ai bambini, oltre che una riflessione sulle domande che i grandi autori della letteratura universale - siano essi Shakespeare o Jorge Luis Borges - continuano a sollevare anche oggi. E così, quello che succede realmente nella kermesse mantovana, è, al netto del rituale di presenzialismo che continua ad affascinare il pubblico italiano, il rinnovarsi dello strano miracolo della letteratura. Semplicemente e incredibilmente.

"Sono vent'anni che costruiamo un festival che pian piano con il cambiare del mondo è proprio cambiato. Ci siamo ben resi conto che abbiamo noi dato origine a un modo di affrontare la cultura e gli eventi culturali un po' diverso da quello che c'era prima. In un ringraziamento poco fa sul festival c'è chi ha parlato di un prima di Festivaletteratura e di un dopo Festivaletteratura. E' bello come discrimine". Così Marzia Corraini, una dei fondatori e dei membri del comitato organizzatore della kermesse culturale mantovana, ha voluto presentare la XX edizione, che quest'anno coincide per la città dei Gonzaga anche con il ruolo di capitale italiana della cultura.

Tra i molti temi che verranno affrontati al Festival, anche quelli di stringente attualità, come le migrazioni, i confini e, soprattutto, la tutela dell'ambiente. "Per noi è sempre fondamentale parlare della realtà - ha aggiunto l'organizzatrice - ragionando, sentendo gli esperti, e poi ognuno di coloro che viene al festival, come sempre, e i credo che il festival abbia questa grande caratteristica, se ne farà una sua opinione".  La suggestione della letteratura resta però il cuore del festival mantovano, nel quale si va alla ricerca di risposte sul presente anche in autori classici, come, per questo ventennale, è il caso di William Shakespeare. "Sicuramente - ha concluso Marzia Corraini - la lezione della letteratura e della cultura si intrecciano con l'essere dell'uomo, quindi pur cambiando gli anni ci sono sempre degli elementi che rimangono gli stessi".

Lezioni semplici e universali, dunque, come semplice e universale è la richiesta principale degli organizzatori: "Tutto, basta che non piova".