Lodi, 1 agosto 2017 - Le imprese del Lodigiano non vedono la luce in fondo al tunnel. A rivelarlo sono i dati della Camera di commercio di Lodi. Nel II trimestre il numero di attività si attesta a 14.652, 23 in più del trimestre scorso (+0,47%), ma pesano le 154 in meno registrate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-1,04%). Le perdite maggiori sono spalmate tra i settori Costruzioni (-88, pari a -2,95%), Commercio (-45, -1,28%), Attività immobiliari (-17, pari a +1,86%) e Agricoltura (-15, -1,12%); si riscontrano invece variazioni positive per Altre attività di servizi (+12, pari a +1,40%) e Attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+8, pari a +5,44%).

Il confronto con gli altri territori della regione fa rilevare variazioni tendenziali negative in molte province, con il valore più elevato a Pavia (-1,57%), a Mantova (-1,25%) e Cremona (-1,05%). Variazioni positive a Milano (+0,94%) e Monza Brianza (+0,42%). «Nel Lodigiano il tasso di natalità è al 1,48%, simile in altri territori della Regione, ma il tasso di mortalità a 1,36% è il più elevato in Lombardia - spiega il presidente della Camera di commercio di Lodi, Pierfrancesco Cecchi -. Positivo è l’andamento della produzione industriale (+1,98%), grazie alla componente estera, traino locale e nazionale».