Lodi, 10 settembre 2017 - Richieste d’aiuto su Facebook, accuse pesanti ai medici, la paura di morire. All’inizio dell’anno, in un filmato proiettato durante una conferenza stampa organizzata dai suoi avvocati, l’ex maratoneta Vincenza Sicari, dal 2014 paralizzata dal tronco in giù per una malattia mai diagnosticata, aveva raccontato il suo calvario con una confessione-denuncia: "Ditemi di che cosa sto morendo". Ora un altro drammatico capitolo si aggiunge alla triste telenovela dell’ex azzurra, di cui abbiamo parlato negli ultimi due anni. La 38enne originaria di Lodi (ventinovesima alla maratona dell’olimpiade 2008 di Pechino), è ricoverata dal 21 novembre 2016 all’ospedale Sant’Andrea di Roma, nonostante i ripetuti appelli fatti anche al Ministro della salute Beatrice Lorenzin e la richiesta di essere trasferita in una struttura adeguata in cui poter essere sottoposta a esami più specifici. A giugno le era addirittura stata recapitata dalla direzione del nosocomio una lettera di dimissioni perché, secondo i sanitari, non c’era motivo perché rimanesse ricoverata, nonostante la paziente sia affetta da una malattia degenerativa neuromuscolare. Un pronunciamento contro cui l’atleta si era ribellata: "Sto male, come fate a lasciarmi per strada?".

Adesso, dopo altri mesi di dolorosa degenza, il provvedimento del giudice tutelare del tribunale di Velletri che parla di cura “neurologica” e indica la strada del trasferimento a un altro ospedale, riaccende finalmente una luce di speranza: Vincenza deve essere sottoposta a nuovi esami per la diagnosi definitiva e curata presso altra struttura ospedaliera, la più idonea sita in Regione per la cura della patologia neurologica da cui è affetta, come richiesto dall’amministratore di sostegno dell’atleta, l’avvocato Alessandro Botti. Nonostante il provvedimento del giudice imponga il trasferimento immediato dell’ex atleta (con la collaborazione dei due ospedali romani, il Sant’Andrea, dove la Sicari è ricoverata, e il Policlinico di Tor Vergata che dovrebbe accoglierla), questo non è ancora avvenuto: Vincenza continua a rimanere inchiodata nel letto del Sant’Andrea, dove frequenti sono le liti con i medici (lo scorso 14 agosto l’ex atleta richiese addirittura l’intervento della polizia). Nemmeno i suoi avvocati riescono a spiegare tanto immobilismo, al punto che Antonio Petrongolo, uno dei legali della Sicari, denuncia un atteggiamento "ostruzionistico" da parte del Policlinico che dovrebbe presto ospitare l’atleta. Di fatto, nonostante ci sia un provvedimento del giudice che impone il trasferimento immediato della paziente, Tor Vergata sta creando non pochi ostacoli. La direzione sanitaria del policlinico romano fa sapere invece che la ‘prescrizione’ del giudice sarà rispettata e che è previsto il trasferimento nei primi giorni della prossima settimana.