Lodi, 14 aprile 2017 - "Ennesimo femminicidio a Lodi, dagli articoli sui quotidiani due dati in evidenza: la vittima che si prostituiva e l'assassino che parla di 'raptus' . Tesi, quest'ultima, non avallata dalla Procura che, infatti, ha riconosciuto le aggravanti dei futili motivi e della crudeltà. Un primo passo positivo, insieme alla necessità di cambiare la cultura patriarcale che vuole le donne sottomesse, verso una giustizia sociale che non ammette alcuna scusante". Inizia così la nota inviata oggi dal Comitato territoriale Se Non Ora, Quando? - Snoq Lodi, aderente alla rete Nonunadimeno, in riferimento alla violenta uccisione (15 le coltellate accertate dall'autopsia, tra cui, oltre a quelle mortali al torace, alcune inferte a mani e braccia mentre la donna tentava di difendersi), avvenuta domenica in un appartamento di via Moro a Lodi, di una colombiana di 65 anni, residente a Piacenza.

La Questura, in sole 16 ore, ha preso l'assassino, un 42enne italiano disoccupato, che ha sostenuto di avere agito in preda all'ira perché gli era stato negato uno sconto di 20 euro su una prestazione sessuale. "Si tratta ancora, purtroppo, dell'uccisione di una donna considerata alla stregua di un oggetto 'non mi soddisfa o non si adegua alle mie necessità, quindi me ne libero' - sottolinea la nota si Snoq Lodi -. Non la conoscevamo in vita e non sappiamo se le sue scelte sono state dettate dall'autodeterminazione, dal bisogno o dalla prevaricazione. In ogni caso una persona non può decidere della vita e della morte di un'altra. Questo era: una donna e prima ancora una persona".