Lodi, 10 aprile 2017 - Un uomo è stato torchiato fino a ieri sera. Quasi sicuramente un cliente. «Siamo convinti che il violento omicidio di I.C.A., avvenuto ieri mattina attorno alle 5-6, in un piccolo appartamento in via Moro 62 (quartiere Albarola, ndr), sia maturato nell’ambito della sua attività di meretricio». Queste le parole del procuratore Domenico Chiaro che già ieri sera affermava, in base agli interrogatori svolti nel pomeriggio dalla squadra mobile della Questura, coordinata da Alessandro Battista, che la soluzione del caso sembrava essere vicina. E d’altra parte lo stesso procuratore invitava «i clienti con i quali la donna è stata in contatto fino a notte inoltrata, come risulta dai telefonini trovati nell’abitazione, a farsi vivi: assicuriamo discrezione. Un comportamento diverso può non deporre a loro favore».

Gli inquirenti hanno anche visionato, in poche ore, «le telecamere in alcuni punti della città, anche se alcune risultano non funzionanti», ha sottolineato Chiaro. Dal procuratore un appello rivolto a tutti i lodigiani: «I vicini hanno udito delle grida attorno alle 5-6 del mattino. Ma hanno chiamato solo alle 10, quando hanno visto sangue sul pianerottolo. Invito i cittadini ad allertare le forze dell’ordine, anche se pensano si tratti solo di un litigio». Gli inquirenti sono riusciti a identificare la colombiana solo verso le 15.30, quando è stato possibile, con la presenza della scientifica, girare il corpo e vedere la donna in viso. Scartata l’ipotesi di una rapina (in casa c’erano i soldi, la borsa, i cellulari della donna), anche per l’impeto del brutale delitto (la vittima è stata massacrata a coltellate, l’arma non è stata rinvenuta), con l’appartamento imbrattato di sangue, le indagini si sono concentrate sulla clientela. È stata sentita, in particolare, l’amica con la quale I.C.A., che viveva a Piacenza col figlio, gestiva l’attività di appuntamenti e che ieri mattina avrebbe dovuto incontrarla.

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