Lodi, 8 agosto 2017 - Addio (a partire dal 2018) all’imposta di soggiorno. La decisione del sindaco leghista Sara Casanova di rinunciare ai 32mila euro annui della tassa che pagano i turisti che alloggiano in città, è stata accolta dal Consiglio comunale nella seduta del 31 luglio scorso, durante la discussione sugli equilibri di bilancio. Una vittoria per gli albergatori lodigiani, che per anni hanno continuato a chiedere al Comune di rivedere l’imposta per una realtà, come Lodi, dove ormai esiste solo il turismo di giornata. La tassa per turisti è stata reintrodotta nel 2011 (era stata abolita nel 1991) ed è a carico dei non residenti (turisti, uomini d’affari e altri) che vengono ospitati nelle strutture ricettive presenti sul territorio. A Lodi le tariffe giornaliere vanno da un minimo di 1 euro a persona per gli alberghi a una stella a un massimo di 1,5 fino ai quattro stelle. «Per noi è un grande risultato – spiega Carlo Oppizzi dell’hotel Europa in viale Pavia – finalmente è stato raggiunto un accordo su una tassa inutile. Ma non basta. Come può un territorio come il Lodigiano offrire solo un turismo di giornata? La stazione ferroviaria è una comodità per tutte le persone che vogliono andare a Milano. Con il risparmio del parcheggio dell’auto, una coppia, si potrebbe pagare il pernottamento. Manca un piano per attirare più turisti in città. Sono anni che continuo a chiedere più pubblicità vicino al casello autostradale e in altri punti nevralgici del traffico automobilistico». Quello alberghiero, per la città, non è mai stato un settore trainante. Lodi, soprattutto negli ultimi anni, si è imposta come meta per il turismo di giornata. Un pranzo o una cena, abbinato a un evento particolare. Un dato confermato soprattutto dal flop registrato nel 2015 nei sei mesi di Expo a Milano, con gli albergatori lodigiani delusi e determinati a chiedere una maggiore collaborazione al Comune.

«Bene l’abolizione della tassa di soggiorno, ma la strada è ancora lunga per riuscire a garantire più turismo in città – dice Andrea Anelli, titolare dell’hotel Anelli di via Vignati – abbiamo chiesto più volte al Comune di abolire l’imposta, perché non veniva utilizzata per incentivare il turismo. In città manca un ufficio per il turismo efficiente. L’amministrazione comunale dovrà occuparsi di questo aspetto e favorire pacchetti in grado di attirare turisti. Non credo sia possibile puntare sulla Cattedrale vegetale di Giuliano Mauri, realizzata vicino al ponte sull’Adda: l’opera avrà un valore concreto solo tra una decina di anni, quando le piante saranno cresciute. Inoltre, il Comune potrebbe favorire la navigazione del fiume, pubblicizzando meglio l’attracco e le crociere sull’Adda».