Lodi, 12 ottobre 2017 - Manca poco più di una settimana al 22 ottobre, data del referendum per l’autonomia della Lombardia, e ha preso il via una serie di incontri e confronti sul tema. Il primo - moderato dalla giornalista Marilena De Biasi e dal fine “informativo su una consultazione i cui risultati non saranno visibili immediatamente”, come ha ricordato il presidente dell’associazione Nicola Marini - si è svolto ieri sera nella sede dell’Unione Artigiani e Imprese e ha visto come relatori il consigliere regionale leghista Pietro Foroni e il segretario provinciale del Partito Democratico Fabrizio Santantonio.

Foroni ha illustrato quali fini la Regione si pone con questo referendum e perché secondo lui si dovrebbe votare sì: “Il fine non è quello di cambiare la Costituzione ma di attuarne il titolo quinto, obiettivo che si può raggiungere solo attraverso una legittimazione popolare forte, dal momento che tutte le trattative portate avanti in questo senso con i governi non hanno avuto esito – ha spiegato – e la riforma è nata nel 2001 sotto il governo Amato ma è stata sbloccata solo nel 2016. Ciò che si chiede è di poter trattenere un residuo fiscale di almeno 54 miliardi in Lombardia, una scelta che rappresenta bene la volontà di un popolo di persone oneste stufe di pagare 12.000 euro di tasse all’anno che vanno a Roma e da lì non tornano”.

Diversa la posizione di Santantonio che, sebbene non si sia dichiarato contrario a una maggiore autonomia della Lombardia, non condivide lo strumento del referendum per tentare la sua attuazione: “Il referendum rappresenta secondo me uno spreco di 50 milioni di euro – ha detto – perché la legittimazione si può trovare in più modi, non sempre può avvenire attraverso una consultazione popolare: la Regione Emilia Romagna per esempio sta trattando attualmente con il Governo per ottenere una maggiore autonomia, e penso che questo metodo sia più consono a raggiungere un obiettivo che peraltro non è esplicitato nel quesito referendario. Ricordo inoltre che nel 2008 Formigoni aveva aperto una trattiva con il governo Prodi che si è incagliata con il successivo esecutivo Berlusconi, attuatore del federalismo fiscale”.

Nel frattempo anche la delegazione provinciale di Forza Italia ha organizzato una serie di momenti informativi sul referendum, presentati ieri in una conferenza stampa presso la sede lodigiana di Piazza della Vittoria: ci sarà un primo incontro pubblico domani sera alle 21 in Sala Granata sulle ragioni del sì assieme al consigliere regionale Claudio Pedrazzini, al coordinatore provinciale Oscar Fondi, quello cittadino Claudia Ferri, Marco Pavese, capogruppo azzurro in Broletto e al forzista Marco Ravera; Pedrazzini interverrà sullo stesso argomento anche martedì 17 alle 18.30 al Bar Mania di piazza XX Settembre a Codogno e giovedì 19 alle 21 nella Sala Girona di Viale Partigiani di Sant’Angelo Lodigiano con il vicesindaco della città Antonio Lucini e Oscar Fondi. Il coordinamento lodigiano del partito terrà inoltre due gazebo informativi in Piazza Broletto dalle 9 alle 13 domenica 15 e sabato 20, e un’iniziativa analoga sarà attuata anche in piazza del Popolo a Casalpusterlengo in settimana, presumibilmente lunedì. Fino al 20 ottobre infine sarà possibile testare il voto elettronico per il referendum fino al 20 ottobre presso lo Spazio Regione dell’Ufficio Territoriale di via Haussmann dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 e alle 16.30 e il venerdì dalle 9 alle 12.30.

Secondo Pedrazzini questi incontri rappresentano “un’opportunità importante perché i risultati di questo referendum si sono già apprezzati: dopo che i sindaci del centrosinistra dei capoluoghi avevano sottoscritto una lettera a favore della consultazione, ora i democratici si stanno smarcando e cercando di sconfessare le posizioni precedenti. Inoltre vediamo che anche altre regioni d’Italia come Emilia Romagna e Puglia stanno muovendosi nella direzione di chiedere maggiore autonomia”. E ha aggiunto: “E'importante che i cittadini partecipino affinchè cambino il sistema dei servizi sul proprio territorio e possano ottenere più risorse. Alcuni dei possibili cambiamenti sono l'azzeramento del superticket sanitario e un ulteriore miglioramento della sorveglianza sui treni".